Racconta di guerre che uccidono e creano disabilità, in primis tra i bambini. Racconta di interessi economici e politici giocati sulla pelle dei più fragili, ma racconta anche la forza delle responsabilità condivise. Racconta grandi salite, grandi dolori e grandi ingiustizie che, se affrontati singolarmente schiacciano, affrontati insieme possono invece essere in qualche modo gestibili. Racconta la bellezza della varietà e della diversità, e racconta la morte, uno degli aspetti della vita, non uno scandalo da celare. Soprattutto però questo romanzo storico ambientato nel periodo del brigantaggio (risposta dei contadini meridionali a un’unificazione nazionale imposta con violenza e prepotenza), racconta una splendida figura di padre. Un uomo che, rinunciando a tutto, sceglie di lottare per la giustizia senza però mai ricorrere alla violenza (“Si era messo in testa di riuscire a fare qualcosa […], di trovare il modo di cambiare le cose senza gli spari”). Perché strade alternative all’odio esistono.
Rospi. Una storia di bambini briganti
Daniela Carucci
144 pagine
Illustrazioni di Alice Coppini
Sinnos, 2026
14€