Modalità diverse di pensiero possono essere considerate inciampi oppure doni nascosti? Temple Grandin, etologa nota anche per la progettazione di impianti industriali per l’allevamento animale, descrive – in questo caso con l’aiuto della “pensatrice verbale” Betsy Lerner – il suo peculiare modo di pensare senza parole. Dopo aver chiarito fin dall’inizio che non è la sua condizione autistica a renderla una pensatrice visiva, analizza in modo approfondito le ricerche sul tema e le conseguenze concrete che ne ha visto derivare. Ad esempio, l’aver concentrato l’insegnamento scolastico sulle discipline più facilmente testabili ha privato molti studenti della possibilità di essere esposti ad altre fonti di interesse? Un disastro aereo avrebbe potuto essere evitato se la valutazione dei rischi fosse stata affidata a un pensatore visivo anziché a uno verbale? Le esperienze personali e le riflessioni pratiche raccolte da Grandin suggeriscono che, nel lavoro di squadra, la diversità – se valorizzata e coltivata – può fare davvero la differenza.
Pensare senza parole
Temple Grandin con Betsy Lerner
Traduzione di SIlvio Ferraresi
400 pagine
Adelphi, 2025
28€