Supported studios: gli atelier dove il talento supera ogni barriera

Non soltanto un modello di sostegno ma un'opportunità per arricchire il panorama dell'arte contemporanea
Supported studios: gli atelier dove il talento supera ogni barriera

Per molti anni rimasti ai margini del sistema dell'arte, oggi i talenti che lavorano nei supported studios stanno conquistando più spazio e riconoscimento.

Ma cosa sono, esattamente, i supported studios? Si tratta di atelier artistici che offrono a persone con disabilità intellettive, disturbi del neurosviluppo, problemi di salute mentale o altre forme di fragilità un ambiente professionale in cui sviluppare la propria ricerca creativa. A differenza dei laboratori di arteterapia, l’obiettivo finale non è terapeutico, bensì professionale.

Gli artisti, infatti, dispongono di spazi di lavoro, materiali e supporto organizzativo. Un principio però è imprescindibile: ogni opera appartiene esclusivamente al suo autore. Il personale dello studio si limita a facilitare il lavoro dell'artista, senza intervenire nelle scelte creative o nella realizzazione delle opere.

Negli ultimi anni sempre più istituzioni culturali hanno incominciato a notare questi artisti e valorizzarne la professionalità, valutando le loro opere per qualità, originalità e forza espressiva, anziché per la condizione personale di chi le ha realizzate. Su questo sito si trova l'elenco aggiornato dei supported studios di tutto il mondo; in Italia ce ne sono tre.

Tra i modelli più riconosciuti a livello internazionale figurano il Creative Growth Art Center di Oakland, negli Stati Uniti, ActionSpace nel Regno Unito e Project Ability in Scozia. Questi spazi hanno permesso agli artisti più talentuosi di essere presenti in diverse collezioni museali o di diventare i protagonisti di importanti mostre personali, partecipando anche a competizioni prestigiose. Ne è un esempio la scultrice Nnena Kalu che, sostenuta da ActionSpace, nel 2025 ha vinto il premio Turner Prize.

In questo percorso si inserisce anche Open Invitational, una manifestazione che riunisce artisti provenienti da supported studios di diversi Paesi. Nata negli Stati Uniti, è approdata nel 2026 a Basilea in occasione della celebre Art Basel. La fiera offre ai partecipanti la possibilità di presentare il proprio lavoro a curatori, collezionisti e professionisti del settore durante uno degli appuntamenti più importanti dell'arte contemporanea. L'obiettivo non è creare un circuito separato, ma favorire l'incontro con il mercato e con le istituzioni culturali, superando stereotipi e barriere che per troppo tempo hanno limitato la visibilità di questi autori.

 

Michael Angelo Mangino ©ArtYard

Michael Angel Mangino ©ArtYard

 

Tra gli artisti presenti in questa edizione ci sono Cynthia Stickler, famosa per i suoi schizzi semi-figurativi, caratterizzati da un sapiente uso dei colori pastello, e Micheal Angelo Mangino, la cui produzione artistica si focalizza prevalentemente su serie pittoriche di composizioni astratte, realizzate in acrilico su carta.

La crescente attenzione verso i supported studios riflette una concezione più ampia dell'inclusione culturale. Riconoscere il talento di questi artisti significa infatti andare oltre una prospettiva assistenziale e affermare un principio fondamentale: la qualità di un'opera non dipende dalle condizioni personali del suo autore, ma dalla sua capacità di esprimere una visione originale del mondo. In questo senso, i supported studios non rappresentano soltanto un modello di sostegno, ma anche un'opportunità per arricchire il panorama dell'arte contemporanea con linguaggi e sensibilità spesso rimasti invisibili.

Pierfrancesco De Paolis

Pierfrancesco De Paolis

Umanista per formazione e comunicatore per mestiere, vive con la convinzione che le parole siano strumenti di precisione. Si occupa di smontare la complessità del linguaggio per renderlo accessibile…

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