L’aggettivo del sottotitolo di copertina ricorda le parole di un ministro dell’economia nel nostro paese per descrivere una classe di giovani un po’ troppo coccolati e protetti dai loro genitori, poco responsabili del loro futuro e nel prendersi carico della loro vita. Il Discorso fu anche molto criticato poiché sembrava non porre sufficiente attenzione sulle mille difficoltà che i giovani affrontano per affrancarsi dalla loro famiglia di origine e trovare un lavoro, acquistare una casa...
Il dibattito comunque si accese e ancora rappresenta lo spunto per affrontare un discorso che però, in questo testo, va ben oltre la questione “bamboccioni”. Il libro di Osvaldo Poli, psicologo e psicoterapeuta particolarmente impegnato a promuovere la capacità educativa dei genitori attraverso consulenze e conferenze, lascia intravedere quale piega possa prendere la vita dei nostri figli se eccessivamente coccolati e viziati, preservati oltre ogni ragionevole limite da qualsiasi frustrazione o sacrificio.
Per capire che, dove si vogliono evitare a tutti i costi frustrazioni sacrifici, sarà qualcun altro adoverseli imporre: e lì spesso troviamo una mamma, il cui nemico maggiore è probabilmente quello del dolore del figlio e di volerlo preservare ad ogni costo da questo.
Chi non pensasse di avere questo problema da affrontare in prima persona, comunque può trovarvi importanti spunti di riflessione sui temi dell’educazione, delle sane relazioni affettive basate su reciprocità e giustizia.Soprattutto, nonostante il titolo sembri indicare altro, sarebbe importante per i padri il cui ruolo nell’educazione dei figli è davvero indispensabile.
Perché, per fare una mamma, ci vogliono un uomo e una donna. E dove c'è una mamma che ama troppo,forse c’è un papà che non riesce ad esserci o a vivere al meglio il suo ruolo.
C.T., 2009
