Alla Biennale Arte 2026 dal titolo In Minor Keys, uno dei padiglioni che vale la pena visitare è quello della Polonia, curato da Ewa Chomicka e Jolanta Woszczenko, il cui titolo è Liquid Tongues. È una installazione video realizzata da Bogna Burska e Daniel Kotowski, artista non udente. Il visitatore, all'interno, trova due grandi schermi che proiettano due video ripetuti ciclicamente nel corso della giornata: uno è su una parete, l'altro è sul lato opposto ma posizionato in prossimità del soffitto e può essere visto comodamente solo sdraiandosi.
I due video, che quindi è praticamente impossibile vedere in contemporanea, sono comunque sincronizzati tra loro, mostrando punti di vista differenti delle stesse azioni che riguardano, in particolare, una coreografia del Chór w Ruchu (Coro in Movimento), di cui fanno parte sia persone udenti sia sorde: partendo dal presupposto che sott'acqua non c'è differenza tra udenti e non udenti, viene messo in scena uno spettacolo di canti, balli, gesti, movimenti coordinati sopra e sotto il pelo dell'acqua, sulle modalità di comunicazione delle specie viventi, non solo gli esseri umani ma anche le balene.
Immagini e suoni sono perfettamente combinati per comunicare la sensazione di immersione totale nell'ambiente anfibio: lasciandosi cullare da canti, suoni, dal silenzio e dalle onde acustiche, si percepisce la ricerca di un sistema di comunicazione universale dalle radici antiche. In questa emozionante installazione, si coglie l'idea che la sordità non sia una barriera insormontabile, ma una cultura comunicativa alternativa, eppure coordinata, a quella dei suoni.
Il padiglione Liquid Tongues alla Biennale sarà visitabile fino al 22 novembre 2026.