Dialogo Aperto n. 173

Le lettere arrivate in redazione
Dialogo Aperto n. 173
Festa della Vendemmia delle comunità Fede e Luce della Campania

La vendemmia

Esattamente un anno fa, ho assistito a un miracolo. Dietro invito di Antonio, abbiamo partecipato alla Festa della Vendemmia insieme ad alcune famiglie che fino a quel momento non sapevano dell’esistenza l’una dell’altra. Inutile dirvi che è stato un colpo di fulmine: ci siamo innamorati! Il gruppo è formato da una ventina di persone fra genitori, super ragazzi e amici. Dopo diversi esperimenti abbiamo trovato un nido nei saloni della parrocchia di Sant’Antonio Erasmo a Gragnano, dove don Gaetano ci aspetta sempre con gioia. Forse è stato questo uno degli ostacoli che abbiamo dovuto affrontare: trovare un posto con parcheggi, rampe, sale che ci potessero accogliere. Durante l’anno abbiamo trascorso giornate piene di gioia e cose buone da mangiare: una bella festa di Natale, una di carnevale, un incontro sulla musica, il giubileo della salute dove siano stati protagonisti del mimo del Vangelo, l’incontro con l’equipe nazionale in estate, fino al giubileo a Pompei per i 50 anni di Fede e Luce. E domenica 16 novembre 2025 dal nostro piccolo seme è spuntata una radice: siamo stati riconosciuti come una comunità in prova! Stiamo cercando di raggiungere le numerose parrocchie della nostra diocesi per diffondere e far conoscere Fede e Luce affinché a nessuno sia negata questa opportunità di sentirsi «pietra viva» nella Chiesa. Il miracolo di cui vi parlavo è proprio questo (e continuo a chiedermi se io ne sia degna): fare parte di una famiglia dove ognuno è diverso dall’altro ma è amato così come Dio Padre ci ha creati: perfettamente difettosi!

Rosaria Giordano (Napoli)

Scosso e arrabbiato

Vi racconto cosa mi è successo una sera di novembre: torno da casa dopo un incontro per promuovere la mia associazione Il Paese di Filoastra e, come sempre da quarant’anni, devo affrontare una strettoia dalla via Portuense difficile per me in carrozzina. Sono abituato a chiedere aiuto e lo trovo sempre abbastanza facilmente. Quella sera lo chiedo ad una coppia, forse marito e moglie, che però rimangono molto perplessi. Cerco di tranquillizzarli e mi aiutano per un tratto… poi rinunciano. La signora, senza neanche pensarci un attimo, chiama un’ambulanza! Questa arriva, constata che non ci sono ferite o problematiche particolari e spiega alla coppia che il protocollo non consente loro di portarmi a casa con il loro veicolo. Chiamano così i carabinieri, che non arrivano per le successive due ore. Senza altra possibilità e non potendo abbandonarmi in strada… i paramedici si decidono ad accompagnarmi a piedi fin sotto casa. Sono rimasto molto scosso, quasi arrabbiato… era la prima volta che mi succedeva una cosa simile.

Marco Colangione (Roma)

Redazione

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