Volevo che qualcuno rispondesse alle mie domande

A Natale del 2002, Daniel Tummet di 23 anni diventa cristiano. Nella sua testimonianza “Sono nato in un giorno blu” questo giovane inglese, diagnosticato a 25 anni con autismo di Asperger e dalle capacità di memoria fuori del normale, descrive la sua vita di fede. Eccone alcuni passaggi
Volevo che qualcuno rispondesse alle mie domande
Daniel Tammet al Palais de la découverte di Parigi (foto di De Lorelei Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International)
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 10 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.
Come per molti giovani autistici, la mia attività religiosa è prima di tutto intellettuale, più che sociale o emotiva. A scuola non avevo alcun interesse per l’educazione religiosa e non pensavo che la possibilità di un Dio o di una vita religiosa potesse rappresentare un sostegno nella vita quotidiana delle persone, dal momento che Dio non era qualcosa che io potevo vedere, ascoltare sentire e perché gli argomenti religiosi che leggevo o che ascoltavo non avevano per me alcun significato. Il mio cambiamento radicale è dovuto alla scoperta delle opere di G.K.Cherteston, un giornalista inglese che ha scritto molto, all’inizio del secolo, sulla sua fede cristiana. (…) Il concetto della Trinità, di un Dio che è una relazione vivente e benevola, era qualcosa che potevo rappresentarmi mentalmente e che significava qualcosa per me. Ero anche affascinato dall’idea dell’incarnazione di Dio che si rivela da sé stesso al mondo, in modo tangibile umano, in Gesù Cristo. Eppure solo a 23 anni ho deciso di partecipare a dei corsi di catechismo. Non ero interessato alla preghiera come guida per la vita, né dalle esperienze degli altri, volevo delle risposte alle mie domande. Per fortuna, Chesterton, attraverso i suoi libri, ha risposto a tutte le mie domande. Nel Natale del 2002 sono diventato cristiano. L’autismo non mi consente sempre di capire ciò che gli altri pensano o ciò che sentono in certe situazioni. Per questa ragione i miei valori morali sono fondati più su idee logiche che hanno un senso per me e sulle quali ho molto riflettuto, più che sull’esempio degli altri. So che devo trattare ogni persona che incontro con gentilezza e rispetto perché credo che ognuno è unico e creato a immagine di Dio. Non vado spesso nelle chiese perché mi sento a disagio se c’è troppa folla. Anche se l’architettura è spesso complessa e bella e mi piace molto quel senso di spazio al di sopra di me quando alzo gli occhi al soffitto. Da bambino, mi piaceva molto ascoltare i salmi e i canti. Fra tutti preferivo l’Ave Maria. Appena la ascoltavo, mi sentivo tutto compreso e avvolto nella musica. Alcune delle storie che preferisco vengono dalla Bibbia come quella di Davide contro Golia. Molte di queste storie usano un linguaggio immaginario e simbolico che mi permette di visualizzare le scene e questo mi aiuta a capirne il resto. Mi piacciono molti passaggi della Bibbia, ma quello che preferisco è la lettera di San Paolo ai Corinzi sulla carità. Daniel Tammet

(estratto da un suo libro “Sono nato in un giorno blu”) Ombres et Lumiere n. 189

Redazione

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