Una scuola di vita - Non è sempre facile

Il mio matrimonio è nato a Fede e Luce ed è stato naturale che i nostri figli crescessero nella nostra comunità
Una scuola di vita - Non è sempre facile
(foto archivio Ombre e Luci)
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 20 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Il mio matrimonio è nato a Fede e Luce ed è stato naturale che i nostri figli crescessero nella nostra comunità, condividendo battesimi, compleanni, messe di Natale, campeggi e feste di ogni genere. La loro scelta non è stata certamente autonoma, ma la loro partecipazione è vissuta come una cosa del tutto naturale. Fede e Luce rappresenta per loro una scuola di vita dove vivono e partecipano con naturalezza: qualche volta ci stanno bene, altre volte di meno...

Noi genitori non abbiamo pensato a particolari risultati, né lavorato per un determinato fine. Adesso però che la nostra primogenita ha 13 anni ci accorgiamo delle tracce profonde lasciate da F.L. nel suo modo di pensare. Un esempio: nella sua classe c’è una ragazza con problemi verso la quale nostra figlia ha un diverso atteggiamento rispetto agli altri compagni. Si arrabbia e lotta quando, sia gli insegnanti che gli altri compagni, non le danno il giusto tempo di esprimersi e vogliono fare tutto al suo posto nella convinzione di aiutarla. Ha imparato che tutti abbiamo le nostre possibilità, dando ad ognuno il giusto spazio e la piena considerazione della persona.

I bambini portano una brezza di freschezza e naturalezza nelle unità di Fede e Luce. Loro non fanno differenza tra ‘normale’ e ‘diverso’: non accettano che “il disabile vada trattato con più pazienza”; trattano tutti allo stesso modo.

Certo non è sempre facile gestire la presenza di bambini in una comunità: la nostra ne conta ben 17 tra 1 e 13 anni e qualche volta c’è una grandissima confusione. È difficile fare delle attività che vadano bene per tutti, genitori, amici, ragazzi e bambini; questo però non ci è sembrato un valido motivo per rinunciare alla loro presenza: anche loro contribuiscono al buon andamento del gruppo. Le mamme, poi, godono molto della presenza di questi pargoli, e ci aiutano con i loro preziosi consigli. La nostra comunità di S. Valentino ha adottato il sistema del “babysitteraggio” dei bambini più piccoli in alcuni momenti della giornata: è giusto che anche loro abbiano un momento per giocare tra loro, mentre noi grandi possiamo godere di un bel momento di scambio.

- Huberta, 2003

Huberta Pott

Huberta Pott

Nata in Austria nel 1964 e ultima di 9 figli. Conosce Francesco Bertolini e di conseguenza anche Fede e Luce durante un suo anno “sabbatico - post maturità” a Roma e grazie all’amica “storica” Anna…

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