Un gettone di libertà - Recensione

Massimiliano Verga - Mondadori, 2014, pp. 160
Un gettone di libertà - Recensione
Coprtina "Un gettone di libertà"
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 10 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Dopo il già ampiamente dibattuto Zigulì (vedi O&L n. 117), dove la rabbia e lo smarrimento di un padre di un figlio disabile venivano fuori con prepotenza, Verga torna a parlare di Moreno nel nuovo Un Gettone di Libertà con una visione più ampia e ragionata. Il giornalista non ha perso il suo cinismo: lo stile tagliente fa anche qui da padrone in ogni pagina, questa volta però con una forma più ordinata. Valore aggiunto niente affatto trascurabile è il ritratto che l’autore dà di sé come figlio, oltre che come padre, in un percorso parallelo fatto di domande, di rivelazioni e di quelle “missioni” che i papà, di tutti, sono chiamati a portare a termine.

Matteo Cinti, 2014

Matteo Cinti

Matteo Cinti

Nato alla fine degli anni ottanta, Matteo si diploma come Grafico Pubblicitario a Roma nel 2007 e nello stesso anno conosce Ombre e Luci, iniziando a impaginare la rivista quando era ancora sotto la…

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