Nell'Associazione Fede e Luce gli incarichi sono elettivi, diversi ed essenziali per il buon cammino della Comunità. Spesso, ahimè, c’è la tentazione di evitarli come sempre si tende a fare davanti ad un impegno in più. Su questo argomento, abbiamo raccolto le riflessioni di molti amici.
Le elenchiamo come un piccolo aiuto per i prossimi “responsabili!”
Perché sì rifiuta
- Per paura di perdere la propria libertà.
- Per non essere legati obbligatoriamente ad altre persone.
- Per la paura di non essere all’altezza del compito.
- Per paura delle critiche. — Per paura di fare degli errori.
- Per paura di avere troppi impegni e di non eseguirli bene.
- Per il timore di non avere più del tempo libero.
- Per il timore di non saper mantenere buoni rapporti con tutti.
Ragioni per accettarla
- Perché è una spinta a mettersi in gioco e a sperimentare se stessi.
- Perché è un compito che ti viene affidato per un tempo limitato.
- Perché è la comunità che ti sceglie perché ti conosce e ti ama con i tuoi doni ed i tuoi limiti e quindi non devi cambiare te stesso ma solo costmire il tuo ruolo.
- Perché significa essere coscienti della propria forza e della propria debolezza, senza paura di riconoscerla.
- Perché non sei solo nell’impegno ma lavori con amici fidati.
- Perché è un modo per condividere più da vicino la sofferenza di tanti genitori e di tanti ragazzi.
Perché è un dono
- Un incarico personale può essere occasione per creare legami di amicizia e di collaborazione, può farti scoprire capacità che non sapevi di possedere, può cioè, essere occasione di crescita personale.
- Qualsiasi novità, qualsiasi nuovo impegno apre “mondi” e opportunità e ci spinge a confrontarci con noi stessi e con gli altri, ci chiede di lasciare vecchie certezze, di diventare pellegrini.
- Una missione da vivere con semplicità, umiltà e impegno. Costa fatica ma ti avvicina al Dio in cui credi più o meno chiaramente.
- E una chiamata. Se si accetta di rispondervi per mettersi al servizio della comunità con buona volontà ed umiltà “affidandosi” pur sentendosi inadeguati, la responsabilità diventa un dono per chi l’assume e come tale darà i suoi frutti.
