Da tempo, da qualche mese, porto dentro un pensiero speciale per i genitori. Per i genitori di Fede e Luce ma anche per tutti i genitori che all’improvviso comprendono che il loro figlio non crescerà nella stessa maniera degli altri bambini...
Questo pensiero è nato in particolare ascoltando una mamma che fra le lacrime diceva: «A volte la guardo seduta lì e soffro. Cosa penserà, mi chiedo. E soffro»
L’altra sera mi sono ritrovata, verso le 23 al ritorno da un viaggio in Puglia, in un’autostrada immersa nel buio della notte. La luna doveva essere del tutto vuota. Ad un tratto un pezzo di asfalto appena spalmato sulla vecchia base. Ho perso i riferimenti. L’asfalto era scuro come la notte. Eppure la corsia sembrava più ampia... mancavano le strisce...!? Era più ampia? Ma io avevo perso i riferimenti. Poi, per fortuna, di nuovo l’asfalto già battuto, già vissuto, già percorso e perciò meno scuro e... quei trattini bianchi, quei meravigliosi trattini bianchi che mi indicavano la direzione.
Negli ulteriori passaggi che si susseguirono in autostra continuavo a pensare al buio improvviso dei genitori di fronte ad una situazione così nuova... al loro smarrimento... e pensavo all’importanza di quei piccoli, insignificanti trattini bianchi dipinti sull’asfalto. Pensavo che a volte basta un trattino bianco per procedere con più serenità. Solo un trattino...
Enza Gucciardo, 2002