Di tempo ne è passato tanto e la mia ricerca mi ha portato a conoscere diverse realtà, purtroppo non vicine ma comunque interessanti e stimolanti. Ho cercato realtà nuove, ho cercato altri fratelli e sorelle di persone con disabilità; ma anche associazioni che in un modo o nell'altro offrono sostegno, confronto, consulenza, aiuto psicologico a chi si prende cura di
un familiare con disabilità, che sia figlio, genitore, o sorella. Ho scoperto che ci sono risposte, che ci sono realtà molto varie e valide, che spaziano su diversi fronti nella disabilità. Mi dispiace solo di non trovare qualcosa di concreto nella mia regione Veneto, ma invece in Lombardia e Piemonte. Per fortuna in questo caso la tecnologia aiuta a superare le distanze e così si ha la possibilità di incontrarsi lo stesso.
Un'amica lo scorso anno mi ha inviato un messaggio con una informazione su una associazione. lo con la mia voglia di conoscere, di allacciare, di cercare altre persone che vivono la mia stessa realtà, una familiarità piena con la disabilità mi sono subito messa in contatto senza "perdere tempo". Compilato una domanda, inviata e nel giro di poche ore mi hanno contattata. E così ho conosciuto l'associazione ACCAnto di Milano.
Fondata da due donne, Francesca e Giorgia, entrambi educatrici professionali, pedagogiste, persone molto professionali con diverse competenze psico-pedagogiche, facilitatori di gruppi AMA (auto-mutuo-aiuto), l'associazione ACCAnto è una piattaforma digitale che risponde ai bisogni educativi quotidiani di caregiver, genitori e famiglie attraverso percorsi di supporto individuale e/o di gruppo. Dopo un primo incontro di conoscenza dove i caregiver o genitori raccontano la propria storia, viene proposto dal professionista un percorso di supporto (a pagamento). La famiglia liberamente decide i tempi e le modalità con i diversi professionisti secondo il proprio bisogno.
lo ho semplicemente scelto di partecipare ad un piccolo gruppo di auto-mutuo-aiuto, che si trova online ogni 15 giorni, un'ora, ma la periodicità è molto variabile, perché la vita di ciascuna è molto legata al lavoro, ai ritmi e bisogni dei figli. lo sono l'unica sorella di persone con disabilità, le altre sono mamme o nonne. In verità partecipo anche poco perché i miei orari sono sempre imprevedibili, anche se mi segno le date dell'incontro. Personalmente posso solo dire, al di là degli incontri con il gruppo, che ho avuto modo di incontrare e conoscere persone professioniste, che con generosità e delicatezza si mettono accanto.
È vero che è la famiglia a decidere di fare un percorso dove poter essere accompagnati; è pure vero che lo stile e la "simpatia" incoraggia la relazione. Sanno veramente mettersi ACCAnto. La loro missione è valida per le famiglie che vivono la disabilità; personalmente mi ha fatto piacere conoscere questa realtà perché è una porta aperta dove poter entrare, chiedere, incontrare, parlare ed essere ascoltati. Sì, è lontana da me, è rivolto più ai genitori ed io invece sono sorella, e il vissuto è totalmente diverso, ma questa porta c'è, e posso anche bussare perché so di trovare dei professionisti che hanno la missione di stare ACCANTO.