Compagni di viaggio di chi non conta

Il Gruppo Solidarietà nelle Marche
Compagni di viaggio di chi non conta
Presentazione del libro "La cura in modalità palliativa" (Moie di Maiolati, Biblioteca La Fornace)

«La nostra storia è storia di incontro con le persone, da 45 anni. Un incontro che ci ha cambiato: eravamo adolescenti e le persone con disabilità che incontravamo erano nostre coetanee. Conoscendole abbiamo visto i loro bisogni, le loro necessità. La svolta è stata quella di decidere di non fare qualcosa noi stessi ma di lavorare per la tutela di quelle persone. Negli anni siamo così diventati un punto di riferimento per tante famiglie». Così Fabio Ragaini,
presidente dell’associazione di volontariato Gruppo di Solidarietà (grusol.it), ha presentato lo scorso ottobre alla Biblioteca la Fornace di Moie di Maiolati (Ancona) l’undicesimo quaderno sulle politiche sociali delle Marche, Un’intollerabile distanza. Persone non autosufficienti e servizi nelle Marche.

Il Gruppo Solidarietà monitora le politiche regionali rivolte in particolare alle persone non autosufficienti e aiuta famiglie e persone con disabilità a orientarsi negli sfiancanti gineprai della ricerca di sostegni e servizi, tra diritti e procedure. Un percorso associativo che ha attraversato varie fasi trovando il modo di tener fede alle sue intenzioni iniziali.

Nel 1979 un gruppo di giovani di ispirazione cristiana organizza una vacanza per alcune persone con disabilità ricoverate in un istituto della zona; quell’incontro «con situazioni di sofferenza e di emarginazione apre gli occhi su un mondo fino allora sconosciuto». Tra loro c’è anche Carlo Urbani, il medico che identificò la SARS in Vietnam e morì nel 2003 dopo il contagio. In quegli anni contano molto esperienze e maestri: Gruppo Abele, Comunità di Capodarco, Caritas di mons. Nervo, don Milani, dom Hélder Câmara. A Castelplanio si susseguono incontri con Alessandro Zanotelli, Luigi Ciotti, Eugenio Melandri, Antonino Caponetto, Tonino Bello, Giancarlo Caselli: un nutrimento che consolida l’ideale atteso di giustizia e solidarietà. Dopo le prime vacanze, il Gruppo prova a intensificare i rapporti con le persone dell’istituto immaginando una vita comunitaria; non funziona e l’impegno si traduce nella creazione dell’associazione di famiglie Il Mosaico, con l’obiettivo di «stimolare la crescita dei servizi territoriali e di offrire sostegno e tutela». Nel 1987 nasce il primo servizio intercomunale di assistenza domiciliare; quando si propone al Gruppo di gestirlo costituendosi in cooperativa, la proposta viene rifiutata per il timore di «perdere in spontaneità e in libertà». Nel 1989 prende forma il Centro Documentazione sulle Politiche Sociali: diffondere informazioni, trasformare i diritti in pratiche esigibili e formulare proposte fondate.

Già dal 1982 la rivista Appunti alimenta competenze e confronto. Come ricorda Ragaini, sono diventati «undici i quaderni sulle politiche regionali e nazionali. Si tratta di un osservatorio che ha l’obiettivo di monitorare le iniziative rivolte alle fasce più deboli della popolazione. Un lavoro cominciato negli anni Duemila, a partire dalle necessità e i diritti delle persone per leggere le politiche, valutandone gli impatti». Un lavoro certosino e autorevole in grado di confrontarsi con i vari enti deputati («tante sono state le domande di accesso agli atti e le interrogazioni comunali»). Il lavoro di questi ultimi anni si è concentrato a mettere in relazione la domanda, ovvero le necessità, con l’offerta (e la sua tipologia) di sostegni: «Vediamo quello che non c’è, mentre le istituzioni raccontano quello che fanno. Se le mettiamo insieme capiamo meglio come orientare il lavoro di programmazione».

A oggi «i soci sono circa 40, i volontari che operano in maniera continuativa circa 15 e una dipendente part time (che aggiunge tante ore da volontaria); poi diverse persone collaborano per iniziative specifiche». Tra le attività, fondamentale è quella del Centro Documentazione: una banca dati online e una biblioteca di circa 15 mila libri, oltre 400 riviste specializzate, 30 mila articoli catalogati che grusol.it quotidianamente aggiorna sulla normativa con documenti, progetti e analisi. Nel tempo promozione, informazione e formazione hanno aiutato singoli e associazioni a riconoscersi interlocutori delle istituzioni: «Si chiede non per sé ma per chi non è in grado di farlo da solo». Da 15 anni un gruppo di auto mutuo aiuto di famiglie e persone con disabilità si incontra ogni mese, raccogliendo storie, bisogni e desideri. Altre le realtà che hanno dato risposte nel territorio in termini di servizi e attività sostenute dal Grusol. Si lavora perché «una volta aperta la strada per uno poi si portino dietro anche altri nella medesima situazione: non devo semplicemente fare un favore a qualcuno, ma dare una risposta. Non dimenticando mai la lezione di don Milani: “sortirne da soli è avarizia, sortirne insieme è politica”».

Cristina Tersigni

Cristina Tersigni

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