Le ombre le conosciamo bene, noi.
La scoperta brutale o progressiva dell’handicap del nostro bambino, l’andirivieni da un medico all’altro, da uno specialista all’altro; la ricerca delle cause: eredità di una famiglia o dell’altra? Negligenza dell’ostetrico? Dell’infermiera?
L’incubo dell’avvenire: e dopo la nostra morte? Chi si occuperà di lui? I soldi messi da parte, a che cosa serviranno?
I fratelli, le sorelle: fino a che punto è giusto contare su di loro? Si può lasciar pesare sulla famiglia questa presenza dolorosa?
La risposta da trovare quando lui, in età adulta, ci parla del suo desiderio di sposarsi; la rivolta, ogni tanto: la rivolta contro Dio, il dubbio sulla sua bontà, sulla sua esistenza; il “sì" così dolorosamente pronunciato e presto rimesso in questione.
Ombre che, a volte, diventano notte opaca e pesante. Le luci: non sempre le scorgiamo.
Ombre che, a volte, diventano notte opaca e pesante. Le luci: non sempre le scorgiamo.
Ombre che, a volte, diventano notte opaca e pesante. Le luci: non sempre le scorgiamo.Un istante di serenità sul suo viso di bambino che chiamano psicotico; i momenti di pazienza e gentilezza del fratello più piccolo verso suo fratello grande con handicap; la cura e la sollecitudine di una maestra nella classe del nostro bambino; l’impegno in un’associazione dove scopriamo l’amicizia: portando i pesi gli uni degli altri, si supera la propria sofferenza; la scoperta del valore del nostro figliolo e del senso della sua vita…
Luce è trasformare in gioia ciò che il nostro desiderio di felicità rifiuta.
- Marie-Hélène Mathieu, 1968