Non sta più in un angolo

La testimonianza di una mamma: "Se tornassi indietro ce lo manderei subito mio figlio alla scuola potenziata"
Non sta più in un angolo
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“Dopo tre anni di scuola materna, che sono stati un tormento - racconta la mamma di Aimone - non vedevo l’ora che mio figlio andasse in prima elementare. Non ce la facevo più: all'asilo lo vedevo sempre in un angolo, con la sua maestra, lontano dagli altri bambini. E quando dicevo alla suora che forse bisognava fare così o cosà, mi rispondeva: ma lui è un bambino diverso! Quante battaglie! E mi sembrava di averle perse tutte. Così speravo in un po' di normalità e sognavo Aimone a scuola con gli altri. Ma la neuropsichiatra mi dice “Signora, è meglio che suo figlio frequenti la Scuola Potenziata di Zingonia” Che colpo! Una fitta al cuore, come se mi avessero detto per la seconda volta: suo figlio ha dei problemi, ha un handicap grave. Io di quella scuola non ne volevo sapere. Mai e poi mai avrei mandato Aimone in una scuola “potenziata”.

Poi ne ho parlato con mio marito.
Abbiamo ragionato insieme, abbiamo visto i pro e i contro. “Piuttosto che vederlo ancora in un angolo della classe...” mi diceva. Il fatto è che non sapevamo niente di questa scuola. Non immaginavamo neanche che Aimone avrebbe potuto imparare tanto.

Qui è tutto diverso dalla scuola materna; questa è la scuola proprio per lui. E con gli altri bambini, in certe ore della giornata, durante l’intervallo, in palestra per i giochi. Ma nello stesso tempo ha un programma su misura, che gli consente di sviluppare le sue capacità, di farsi capire meglio e di indicare ciò che vuole. Ha iniziato a lavorare con gli ausili della comunicazione aumentativa (1) e anche qui a scuola li usa. E bello che ci sia questa continuità tra la riabilitazione fatta all’esterno e le attività della scuola. E c’è una continuità anche per noi genitori: la neuropsichiatra, il fisioterapista, la psicologa, sono gli stessi del servizio territoriale. Così si lavora di più, si ha un orizzonte più ampio, lo vedono anche a scuola e non solo in ambulatorio. E sentono le insegnanti, gli obiettori. Lavoriamo insieme per Aimone, certo, ma anche per noi. Se tornassi indietro, ce lo manderei subito Aimone, alla Scuola Potenziata”.

- La mamma di Aimone , 1999

(1) In uno dei prossimi numeri, tratteremo diffusamente questo tipo di sperimentazione didattica.

Redazione

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