Non è te che aspettavo

La recensione della graphic novel di Fabien Toulmé.
Non è te che aspettavo
Copertina "Non è te che aspettavo"

Con uno stile semplice ma preciso e efficace, Fabien Toulmé si affaccia al mondo del fumetto per la prima volta con una storia intima e personale, raccontando l’arrivo della figlia Julia nella sua vita, una bambina con sindrome di Down.

Per una serie di motivi, papà e mamma non vengono a conoscenza della condizione di Julia se non dopo diversi giorni dalla nascita, quando i medici chiariscono i dubbi di Fabien al riguardo, che si era reso conto della particolare fisionomia della figlia. In questo scenario, quindi, entrambi i genitori elaborano la notizia dell’handicap con una difficoltà ancora maggiore rispetto al normale, visto che fino a quel momento, esami alla mano, ogni possibilità che Julia nascesse con la sindrome di Down era stata esclusa.

Tuttavia, il bello del breve racconto di Fabien è proprio l’analisi umana che fa di sé stesso, in cui affermazioni dure e sincere vengono espresse senza ipocrisie, facendo breccia nel cuore del lettore, anche violentemente, per rivelare la fragilità di un genitore. Un argomento insolito per la nona arte e una riuscita testimonianza di un papà.

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Matteo Cinti

Matteo Cinti

Nato alla fine degli anni ottanta, Matteo si diploma come Grafico Pubblicitario a Roma nel 2007 e nello stesso anno conosce Ombre e Luci, iniziando a impaginare la rivista quando era ancora sotto la…

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