Un papà racconta i primi anni di vita del suo primo bambino. Le diverse prove della nascita e della prima infanzia (nascita prematura, operazione, febbre alta...) lasciano ai genitori un figlio lento, maldestro, apparentemente in ritardo per la sua età e mal integrato fra gli altri bambini. Di fatto, fin dall’asilo i genitori vengono consigliati di mettere Tod in una scuola speciale, cosa che fanno con la morte nel cuore.
Poi, per caso, la mamma scopre un metodo di rieducazione speciale. I genitori con il bambino e l’aiuto di molti volontari intraprendono un’opera sfibrante di reiducazione, fatta tutta in casa.
Grazie alla tenacia e alla perseveranza di tutti (la terapia dura praticamente dalla mattina alla sera tutti i giorni senza interruzione né alla domenica né in altri giorni di festa) il cammino intrapreso continua, con controlli regolari, per più di un anno e porta il bambino ad un livello di sviluppo che gli permette di entrare nella scuola con tutti.
Il racconto si legge facilmente perché è scritto in modo concreto, vivace. I protagonisti, genitore, bambini, medici, professori, amici sono tutti accattivanti.
Inoltre, un capitolo che descrive l’orario del programma, offre una certa idea del metodo seguito (metodo Doman)
Un solo elemento rende questo libro non del tutto convincente: l’intenzione, nonostante tutto trasparente, di scrivere un’opera in lode di questo metodo.