Maneggiare con cura di Marco Bove – Recensione

Il libro di Marco Bove è il diario intimo e profondo di un sacerdote che, finalmente, sa di cosa parla quando parla di disabilità.
Maneggiare con cura di Marco Bove – Recensione
(foto archivio Ombre e Luci)

È il diario intimo e profondo di un sacerdote. Il racconto del suo percorso, delle sue scelte, degli scambi e della vocazione che lo hanno reso l’uomo di Dio che è. Partendo dall’incontro a 15 anni con Lucrezia, ragazzina con una grave disabilità (incontro che i lettori di Ombre e Luci hanno ascoltato in anteprima nel corso della densa intervista che egli ci ha rilasciato qualche numero fa), in Maneggiare con cura (EDB 2021) don Marco Bove ripercorre le tappe che lo hanno condotto non solo al sacerdozio, ma a un sacerdozio intimamente intrecciato con la disabilità. Per questo le sue parole e le sue azioni sono così significative, per questo lasciano il segno.

— Leggi anche: la nostra intervista a Marco Bove

Perché don Marco non solo azzera ogni differenza tra noi e loro (La fragilità delle nostre vite è il sottotitolo del libro), ma sa di cosa parla quando parla di fragilità, disabilità e limiti, più o meno apparenti. C’è visione, c’è lo sguardo che sa essere, insieme, concreto e teorico; pratico e spirituale. La voce di Bove – oggi presidente della Fondazione Istituto Sacra Famiglia e assistente spirituale internazionale di Fede Luce – merita davvero di essere ascoltata. Non solo da chi lo conosce, ma dalla Chiesa che ha ancora molto da imparare. Esattamente come la società.

Giulia Galeotti

Giulia Galeotti

Dopo il post dottorato e tanti lavori, Giulia ha iniziato a collaborare con diverse testate, prima di fermarsi all’Osservatore Romano, dove dal 2014 è responsabile delle pagine culturali e dal 2019…

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