L’ecumenismo in Fede e Luce: un dono

Avevo paura di perdere la fede
L’ecumenismo in Fede e Luce: un dono
(foto archivio Ombre e Luci)
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 20 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Un dono

Sono arrivato all’Arca, in Francia, dopo aver scoperto la fede cristiana nella Chiesa luterana svedese. Ho trovato che la tradizione cattolica dell’Arca era molto vicina a quello cui ero abituato: questo mi ha aiutato a sentirmi a mio agio.
C’erano però alcune cose che facevo fatica a capire o che mi erano estranee. La cosa più dura per me era il modo con cui le persone parlavano di Maria, la madre di Gesù e di come la pregavano.

Ogni messa o quasi, e tutte le preghiere della sera, mi ricordavano il legame con Maria delle persone con cui ero venuto a vivere. Era strano, difficile da capire e in più sentivo quel che facevano come un errore. Non volevo sentirmi costretto a fare qualche cosa che andava contro le mie convinzioni e nello stesso tempo rimettevo in questione la mia Fede.

Avevo paura di perderla.
Tuttavia molte cose mi hanno spinto a rimanere all’Arca e poco alla volta, conoscendo meglio le persone, mi facevo domande meno numerose, meno dolorose.

Durante il mio secondo anno all’Arca, ho conosciuto Nicoletta. Con molta dolcezza e semplicità, mi ha parlato dell’importanza di Maria per lei: era come se un’amica mi parlasse di una sua amica che non conoscevo. Alle fine del mio secondo anno all’Arca, mentre mi preparavo a partire per la Svezia, ho chiesto un regalo a Nicoletta: un rosario.

Il rosario, simbolo di ciò che mi era estraneo e minaccioso, rappresentava ora le persone che erano diventate miei amici.

Avevamo sempre una maniera diversa di vedere Maria, ma la nostra amicizia mi aiutava a rispettare e a cercare di capire ciò che loro vivevano. Da allora, la mia esperienza a Fede e Luce e nella commissione ecumenica è stata molto vicina a quello che avevo vissuto con loro.

E stando insieme, approfondendo la nostra conoscenza reciproca attraverso l’amicizia che possiamo osare avvicinarci e cercare di capire ciò che e diverso e sconosciuto.

Sei anni sono passati, ho sempre il rosario e lo porto con me.

- Tony Hulten, 2003

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