Vengo dopo la Messa...

A Fede e Luce, anche solo per la luce
Vengo dopo la Messa...
Foto di Steve Johnson su Unsplash
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 20 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Invito un mio amico ad un incontro della mia comunità: per lui è la seconda volta anche se il suo primo incontro è stato fugace. Non riesco a capirne il motivo, ma avverto in lui un disagio a cui non so dare un nome. Ho imparato a non insistere quando si tratta di Fede e Luce, ma in questo caso mi sembra di capire che il suo incontro con le persone è stato positivo e pur non volendo insistere non mi do pace. Finalmente un indizio arriva da un comune amico: “Forse verrà dopo la Messa...”, questo gruppo è e viene percepito come parte di un movimento che vive in seno alla Chiesa e in quanto tale genera disagio in chi non sente di appartenere alla comunità ecclesiale.

Eppure io stessa vivo questa stessa situazione da dieci anni senza che questo mi abbia mai impedito di vivere appieno il mio rapporto con la comunità. Vorrei trovare un modo delicato per raccontargli che Fede e Luce è un luogo dove la “diversità” viene accolta, quando non passa inosservata, soprattutto vorrei dirgli che secondo me Gesù Cristo ha lasciato un messaggio agli uomini che può essere condiviso anche da chi non crede nella sua divinità. La possibilità e la grandezza dell’amore reciproco non appartiene solo ai cristiani ed è qualcosa di grande che a Fede e Luce è possibile incontrare, ne è il fondamento. Che questo amore venga o meno da Dio non è cosa trascurabile ma non impedisce certo di viverlo.

Forse questo discorso sarebbe troppo impegnativo per il mio amico, anche perché, salvo poche e fondamentali cose, non è possibile parlare di Fede e Luce, si può solo raccontare la propria Fede e Luce, e lasciar fare il resto all’esperienza: “Vieni e vedi”.

Quello che penso appartiene alla mia esperienza, non so quale sia l’esperienza degli altri non credenti (che brutta questa definizione per negazione, non è clemente con noi il mondo, come se poi la rassicurante classificazione riservata ai credenti li descrivesse tutti...). So che non sono poche le persone avvicinatesi alla vita del movimento senza avere la Fede, ma godendo della Luce (e delle Ombre) con cui la comunità ci mette a contatto. Mi sembra che poco sia stato fatto per comprendere il motivo della nostra presenza e per armonizzare la nostra presenza con le radici e la missione del movimento. Sono convinta che a noi sia richiesto il rispetto per ciò che non condividiamo e che è giusto sia presente nella vita della comunità, sono anche convinta che quello che possiamo dare e soprattutto prendere da queste persone sia moltissimo e che non ci sia un buon motivo per tirarsi indietro o andare altrove.

Fede e Luce, le persone che vi ho incontrato, hanno influenzato la mia formazione, sono stata fonte di riflessioni e di amicizia, porto sicuro dove essere accettati per quello che si è, anzi spesso nonostante. Non è la Fede l’unica cosa che vi si può trovare, anche se una volta mi sono anche sentita dire che la mia presenza non aveva senso se non riuscivo a vivere in Fede e Luce anche questa dimensione.

Ma questi pensieri si sono formati in dieci anni: non possono essere raccontati senza conoscere il contesto in cui si sono formati... Ho deciso: scrivo una e-mail al mio amico invitandolo a pranzo, dopo la Messa: il resto lo scoprirà da solo!

Redazione

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