Il male e la sofferenza raccontati ai bambini - Recensione

Bruno Ferrero, Elledici
Il male e la sofferenza raccontati ai bambini - Recensione
Foto di Martin Martz su Unsplash
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 10 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

È un piccolo libro che tutti possiamo comprare per riflettere sulla perenne domanda che ci facciamo da sempre: perché il male, perché la cattiveria, perché la sofferenza, perché le calamità?

Domande che ci fanno all'improvviso anche i bambini e, con loro, i nostri fratelli disabili. E ci troviamo spiazzati.
L’autore si serve di una nonna che cerca pacatamente di rispondere al suo nipotino che, apre il dialogo con lei, piangendo: “Mi hanno rubato la bicicletta!”. Le risposte della nonna sono accompagnate da brevi racconti illustrati che cercano di aiutare il bambino a capire — fino ad un certo punto — e lo spronano a porre ulteriori domande. “Allora Dio è cattivo?”, “Da dove viene il male?”, “Perché proprio a me?”...

La nonna se la cava abbastanza bene; ci fa ripercorrere quanto forse sappiamo già, ma che ci mette in imbarazzo quando vogliamo spiegare troppo, e soprattutto quando siamo costretti a fermarci di fronte al mistero della sofferenza.

Lo consiglio vivamente ai genitori, ma anche ai responsabili di catechismo e ai gruppi di Fede e Luce, perché offre lo spunto per mimare qualche racconto e proporre poi uno scambio interessante.

Vittorino Andreoli, 2008

Redazione

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