I ragazzi della via Pascoli - Recensione

Inizia come una fiaba questo splendido libro di Pino Roveredo, un racconto che si dipana col linguaggio leggero e disarmante dell’infanzia. La nostra recensione.
I ragazzi della via Pascoli - Recensione

Pino e il fratello Rino nascono a Trieste nella casa del silenzio: mamma e papà sono sordomuti. È una casa poverissima, ma i bambini vi crescono felici. Finché una zia estranea ma benintenzionata si mette in mezzo: tolti ai genitori, i bambini finiscono in collegio. E così compaiono i cattivi: ora Pino e Rino sono due dei trecento ragazzi che vivono «a completa disposizione delle mani e dell’umore degli assistenti», l’infanzia viene strappata via. Esistenze negate, relegate ai margini, quelle nell’Istituto, ma basta che la vita mostri uno spiraglio di umanità, di bello, perché qualcosa riprenda a scorrere. Inizia come una fiaba questo splendido libro di Pino Roveredo, un racconto che si dipana col linguaggio leggero e disarmante dell’infanzia, dove la sensibilità dei vinti ha luce propria e il dolore lancinante del piccolo protagonista non è rimosso, ma ha la vitalità della voglia di futuro.

Nicla Bettazzi

Nicla Bettazzi

Insegnante di materie letterarie alle medie per più di quarant’anni, Nicla Bettazzi ha militato nel movimento femminista. Mamma di Massimiliano, fa parte di Fede e Luce dal 1996. Fa parte della…

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