Pino e il fratello Rino nascono a Trieste nella casa del silenzio: mamma e papà sono sordomuti. È una casa poverissima, ma i bambini vi crescono felici. Finché una zia estranea ma benintenzionata si mette in mezzo: tolti ai genitori, i bambini finiscono in collegio. E così compaiono i cattivi: ora Pino e Rino sono due dei trecento ragazzi che vivono «a completa disposizione delle mani e dell’umore degli assistenti», l’infanzia viene strappata via. Esistenze negate, relegate ai margini, quelle nell’Istituto, ma basta che la vita mostri uno spiraglio di umanità, di bello, perché qualcosa riprenda a scorrere. Inizia come una fiaba questo splendido libro di Pino Roveredo, un racconto che si dipana col linguaggio leggero e disarmante dell’infanzia, dove la sensibilità dei vinti ha luce propria e il dolore lancinante del piccolo protagonista non è rimosso, ma ha la vitalità della voglia di futuro.
I ragazzi della via Pascoli - Recensione
Inizia come una fiaba questo splendido libro di Pino Roveredo, un racconto che si dipana col linguaggio leggero e disarmante dell’infanzia. La nostra recensione.
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