Giuditta e l'orecchio del diavolo — Recensione

La storia di una bambina cieca negli anni bui della Seconda guerra mondiale (Giunti, 2022)
Giuditta e l'orecchio del diavolo — Recensione
Copertina del libro "Giuditta e l'orecchio del diavolo" (Giunti 2022)

La bambina è cieca. Ed è ebrea. Una doppia “tara” negli anni bui della Seconda guerra mondiale, quando la caccia all’impuro, al diverso ha assunto un volto mostruoso di odio e di morte. Ma Giuditta vede quello che è invisibile ai più: parla con gli animali, dialoga con la natura, ascolta il mondo senza filtri, senza mai sentirsi sconfitta.

Sola sì, specie da quando i nazisti hanno deportato tutta la sua famiglia e lei è stata accolta in un paesino di montagna da Caterina, moglie di Sandokan, il capo della banda partigiana che nell’autunno del 1944 dà filo da torcere agli occupanti. È un romanzo che parla di guerra, di discriminazione, di dolore, raccontando però, di pari passo, la gratuità, il calore inatteso, l’impegno in nome della coscienza. L’invito è ad attraversare la vita dandole un senso.

Giulia Galeotti

Giulia Galeotti

Dopo il post dottorato e tanti lavori, Giulia ha iniziato a collaborare con diverse testate, prima di fermarsi all’Osservatore Romano, dove dal 2014 è responsabile delle pagine culturali e dal 2019…

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