Volevo proprio vedere i ragazzi gareggiare e quindi ho assistito sia alle gare ippiche sia a qualche gara di atletica, manifestazioni svoltesi in posti bellissimi (Tor Di Quinto e lo Stadio della Farnesina). Ho così assistito a prestazioni sportive di alto livello, ma più ancora mi ha colpito l'atmosfera che si respirava intorno. Un’organizzazione molto professionale e pressoché perfetta, pensata nei minimi dettagli in una cornice allo stesso tempo rilassata, gioiosa e spumeggiante.
I ragazzi si impegnano al massimo, i genitori assistono orgogliosi e i volontari accompagnano, incitano e gioiscono con gli atleti.
Vorrei spendere qualche parola sui volontari che sono quasi tutti ragazzi giovani, studenti liceali o universitari, molti scout. Molti di loro sono per la prima volta in contatto con persone disabili ma i legami di amicizia che si creano sono forti e sinceri. Si tratta sicuramente di un passo importante nella faticosa strada dell’integrazione nella società delle persone diversamente abili e capisco perché Federico Vicentini, Presidente dell’associazione in Italia, mi abbia detto più di una volta: "E’ molto più bello fare il volontario che il Presidente!"
L’associazione Special Olympics ha stipulato recentemente una convenzione con il Ministero della Pubblica Istruzione, per la quale può "reclutare" giovani nelle istituzioni scolastiche come volontari e formarii. Lo studente "guadagnerà" qualche credito, ma, cosa più importante, beneficerà della "scuola di vita" che vivrà durante le giornate di manifestazioni e di gare.
Per chi fosse interessato a diventare volontario, anche in previsione dei Giochi Europei 2006, può utilizzare gli indirizzi sotto menzionati.
Huberta Pott, 2005
