Don zeno: obbedientissimo ribelle - Recensione

Fausto Martinetti, Ed. La Meridiana
Don zeno: obbedientissimo ribelle - Recensione
Don zeno: obbedientissimo ribelle - Recensione - Ombre e Luce n. 96, 2006
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 20 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Don Zeno Saltini, anch'egli come don Gnocchi, sconcertato dalla miseria, dalla fame e dall'abbandono di migliaia di bambini nel dopoguerra, decide di accoglierli, di fondare con loro una “Nomadelfia”, città di fratelli.
Di carattere forte e puntiglioso, non si lascia intimorire dalle mille difficoltà, dalla mancanza di soldi e di aiuti da parte dei potenti. Va dritto per la sua strada, confidando nel Signore con tutto se stesso. Troppo preso da un generosità senza limiti che gli faceva accogliere chiunque bussasse alla sua porta, dimentico che la Provvidenza va aiutata con il discernimento, si avventura su una strada impervia. Gli ostacoli incontrati e i richiami da parte del vescovo non fanno che stimolarlo ad andare avanti, litigando con tutti quelli (i potenti della società e le gerarchie ecclesiastiche) perché non vogliono capire, perché lo abbandonano, lo perseguitano, non sopportano la sua caparbietà nel fare il bene dei suoi figlioli adottivi. È un libro che, ripercorrendo le vicende di Nomadelfia, ci presenta la storia dolorosa e drammatica di tante famiglie italiane vittime dell'ultima guerra. I troppi documenti autografati di don Zeno che formano il corpo del libro, rendono la lettura un po’ difficoltosa, ma permettono di capire da vicino lo zelo — anche se eccessivo — di questo grande sacerdote.

Mariangela Bertolini, 2006

Mariangela Bertolini

Mariangela Bertolini

Nata a Treviso nel 1933, insegnante e mamma di tre figli tra cui Maria Francesca, Chicca, con una grave disabilità. È stata fra le promotrici di Fede e Luce in Italia. Ha fondato e diretto Ombre e…

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