Ad ogni Santo Natale rifletto e mi interrogo sull’Emmanuele il “Dio con noi”. Lo stesso nome deciso per mio figlio diversamente abile, un’ora prima che venisse alla luce.
Ho percepito subito in lui qualcosa di grande: lasciai scorrere prima l’amore e parlare il cuore, affinché nella ragione sussultasse la meraviglia e lo stupore.
È impossibile sceglierti e desiderarti come sei, ma ora so che è il mistero a dare senso alla vita, come in ogni uomo.
È difficile guardare il mondo con i tuoi occhi.
È faticoso camminare lento con le tue gambe, e il muoversi incerto delle tue mani e carpire l’intenzione del tuo sguardo, ma tu mi chiedi solo di farti vivere.
E se talvolta vorrei farti correre come tu non sai, dolcemente mi sussurri: “Mamma allenta il passo, non posso stare indietro”. Allora è letizia e mi insegni cosa è la gratitudine.
Anna Maria, 2007