Culla di parole - Come accogliere gli inizi difficili della vita

Lucia Aite Bollati, Edizioni Boringhieri Psicologia, 2005
Culla di parole - Come accogliere gli inizi difficili della vita
Culla di parole - Ombre e Luci n.96, 2006
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 20 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Psicologa presso il Dipartimento di Neonatologia medica e chirurgica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, Lucia Aite raccoglie in questo libro le storie dei genitori di neonati sottoposti ad un intervento chirurgico importante nei primi giorni di vita in seguito alla diagnosi, emessa in gravidanza o alla nascita, di un'anomalia congenita.

Confrontandosi quotidianamente con la sofferenza di un neonato spesso sedato e immobilizzato e con l'angoscia dei genitori di fronte al loro bimbo circondato da monitor, flebo e sondini, l'autrice si è chiesta come poter dare parola a quel neonato, ai suoi vissuti, al suo bisogno di contatto e di attenzione e allo stesso tempo aiutare i suoi genitori a stabilire un legame con lui. Nasce l’idea di una storia, sotto forma di fiaba, che potesse offrire parole che permettessero ai genitori di riconoscersi e magari scoprire nuovi modi per vivere la difficile realtà che stavano incontrando. Attraverso la fiaba si dava avvio ad un dialogo tra la psicologa ed i genitori che finalmente trovavano uno spazio ed un tempo, accanto alla culla del loro bimbo, per raccontare, fin dalla notizia della gravidanza, separatamente, ciascuno la loro storia, in un'occasione che permetteva loro di “ritrovarsi” come persone, prendendo contatto con i propri vissuti e riconoscendo le proprie emozioni. Un valore grande per i genitori quello di poter narrare la propria storia dando un senso ed un significato all'esperienza, creando uno spazio per pensarla e renderla più accettabile; per il bambino che non solo avvertirà più vicini i suoi genitori ma che un giorno potrà confrontarsi e ritrovarsi nella narrazione della sua storia; e per il personale sanitario che ruota intorno a questa triade e che può così avvicinarsi ancor di più ai genitori, a volte trovando conferma per alcuni comportamenti messi in atto o per misurarne meglio altri. Negli undici intensi capitoli del libro vengono presentati i temi che caratterizzano esperienze come queste, ognuno con una storia ed una riflessione introduttiva dell’autrice (l’impatto emozionale della diagnosi prenatale, una difficile decisione, il parto programmato, le cure paterne, il rapporto con gli altri genitori, la perdita, il ritorno a casa...). Un libro prezioso per chiunque abbia la forza di accostarsi ad esperienze così travolgenti e intense, per scoprire l’importanza di poter parlare di dolori così forti, e per poter incontrare compagni di viaggio per quanti si sono ritrovati a dover navigare in tempeste come queste.

Cristina Tersigni

Cristina Tersigni

Classe 1969, nel 2003 Mariangela Bertolini le chiese di collaborare per lo speciale su Fede e Luce: Cristina era nel Consiglio Nazionale dell’associazione ed era un utile tramite tra le comunità…

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