La storia è quella di una bambina e della sua vita difficilissima accanto ad una madre violenta.
La storia, purtroppo, è ve- ra: la bambina è Costance, diventata la prima donna giudice di colore in Inghilter- ra, sposata e madre di due figli. La prima domanda che mi ha accompagnato duran- te tutta la lettura di questo li- bro è stata quella di chieder- mi come abbia fatto questa bambina a sopravvivere ad una simile infanzia e a rag- giungere mete così impor- tanti per la sua realizzazio- ne, riuscendo a mantenere una integrità del suo essere che, a dir poco, avrebbe po- tuto essere frantumato da si- mili esperienze di rifiuto, in- differenza, non accudimen- to dei bisogni fondamentali, sevizie psicologiche e fisi- che, fino ad arrivare a ripe- tuti maltrattamenti.
Altre domande: certo, la bambina non ha pratica- mente mai detto nulla, ma è difficile comprendere come tante persone “normali” — insegnanti, sacerdoti, assi- stenti sociali... — abbiano potuto non rendersi conto di quello che capitava in quella casa. E poi: come arriva un adulto a compiere certi gesti verso un bambino, anche solo pronunciare alcune pa- role nei suoi confronti?
Ma non è certo compito di un figlio capire e spiega- re la bestia nel cuore di un genitore.
Lo stile è asciutto e spie- tato e, duole dirlo, si legge d'un fiato nonostante la lunghezza. Occorre corag- gio ma bffre un grande esempio di dignità, forza d'animo e resilienza, quella capacità di reagire e supe- rare difficoltà e traumi di cui questa donna è estre- mamente dotata.
Cristina Tersigni, 2007
