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Insieme n. 25 – Bollettino Fede e Luce – 1980
L’esperienza di una vacanza in piena libertà, per chi ha una disabilità soprattutto mentale, non è affatto scontata. A Fede e Luce, una delle prime attività ad essere organizzate per dar respiro alle famiglie e per coinvolgere ragazzi o adulti con disabilità mentale sono stati i campi estivi. Fin dal 1978, un periodo insieme, una settimana diversa, per uno stacco indispensabile dal quotidiano, ritrovando le energie per affrontarlo e conoscere un po’ di più se stessi. Nel numero leggerete, tra gli altri e insieme a storiche istantanee, la testimonianza di Rita Ozzimo, mamma di Pablo che, proprio al suo primo campo -quando aveva 8 anni – ha cominciato a far sentire la sua voce; quella di Nanni -fratello di Chicca, una bambina con una grave disabilità – che a quei campi sentiva di essere in vacanza ma come “a casa” e dove, con amici al fianco, lo sguardo degli altri si faceva più leggero da sopportare. Alberto Petri, un amico, racconta il campo come “il luogo del silenzio dagli impegni e dalla fretta, dell’ho-mille-cose-da-fare”, momento privilegiato per ascoltare e conoscere il proprio cuore. E poi un’utilissima scheda – redatta da Barbara e Chiara con anni di campi alle spalle – piena di indicazioni per organizzare e vivere una vacanza così particolare al meglio: perché, come Mariangela Bertolini spiega nel suo imperdibile editoriale, ognuno fa la sua parte. Non ci sono volontari e ospiti paganti… ma solo amici in vacanza, finalmente, insieme.
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