Occorre una certa consapevolezza per ammettere di soffrire di una malattia mentale, anche perché questa generalmente non è ben vista dalla società». È onesto e privo di autocompiacimento Volevo un tè al limone, libro in cui Fabio Macaluso racconta la sua vita «da bipolare». Crolli repentini e piccoli passi avanti; crisi, tentativi, dolore (l’elettroshock è, ad esempio, ancora praticato in Italia) e consapevolezza, senza però «lasciarsene divorare»; accettazione e disciplina per gestire la malattia, e lo stigma relativo. È un racconto-testimonianza con un grande sottotesto: si può provare a destreggiarsi nel disagio mentale solo se lo si affronta insieme, solo se si è accompagnati. C’è ancora tanta strada da fare, anche perché se le malattie del corpo (pensiamo al cancro) sono di solito accolte «come patologie invalidanti ma naturali, davanti a cui si reagisce con solidarietà», le malattie della mente provocano invece «terrore o ostilità, come fossero la peste».
Volevo un tè al limone | Recensione
Il racconto della propria "vita da bipolare" di Fabio Macaluso (Marsilio, 2025)
Copertina del libro "Volevo un tè al limone" di Fabio Macaluso (Marsilio Editore)
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