Volevo essere una farfalla - Recensione

Mariapia Bonanate, Mondadori, pp.116
Volevo essere una farfalla - Recensione
Copertina "Volevo essere una farfalla"
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 10 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Nei dibattiti sull’anoressia è facile cadere nel classico stereotipo che la lega alla ricerca della bellezza e alla brama di un corpo magro e snello. Ma dietro c’è davvero molto altro e a spiegarlo, in prima persona, è Michela Marzano.

La filosofa italo-francese ha vissuto per diversi anni l’incubo dell’anoressia. Ha quindi deciso di raccontare la sua esperienza e quali disagi psicologici ne hanno contribuito allo sviluppo.

Quando si riferisce all’anoressia, Michela parla di “sintomo”, non di “malattia”; un sintomo della sua spasmodica ricerca di approvazione da parte del padre, della volontà di essere sempre ‘brava’ ai suoi occhi. Una convinzione che la spingerà oltre i limiti del suo fisico. Sicuramente un testo intimo, ruvido, che saprà attirare per la sua forte personalità e lo stile moderno e ricco.

Tramite i suoi pensieri, Michela ci svela cosa si nasconde dietro la ragazza anoressica che tutti hanno giudicato, ma pochi hanno capito.

Matteo Cinti, 2012

Matteo Cinti

Matteo Cinti

Nato alla fine degli anni ottanta, Matteo si diploma come Grafico Pubblicitario a Roma nel 2007 e nello stesso anno conosce Ombre e Luci, iniziando a impaginare la rivista quando era ancora sotto la…

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