Come ogni anno, verso maggio arriva il momento di organizzare i campi estivi, croce e delizia dell’estate fedelucesca romana; quest’anno c’è anche il pellegrinaggio, che probabilmente toglie energie e tempo agli amici che potrebbero partecipare a un campo. Sta di fatto che più passano i giorni più diventa chiaro che non riusciremo ad avere cinque campi tra luglio e settembre, così come altri anni e come abbiamo ipotizzato prenotando le case; per cercare di limitare i danni proviamo a mettere insieme un gruppetto di amici che non hanno il tempo sufficiente per un campo, ma che volentieri decidono di trascorrere un weekend lungo insieme; sono solo 4 giorni che però vengono organizzati come un campo, con il tema, i cerchi e tutto il resto, e vengono invitati a partecipare alcuni ragazzi desiderosi di partire, ma che non hanno trovato posto nei tre campi tradizionali che ci saranno quest’estate.
Sono stati bene e hanno vissuto il piacere di una vacanza insieme, anche se per pochi giorni, e questa potrebbe essere una soluzione per quegli amici che non riescono a partecipare ad un intero campo di 8-9 giorni; probabilmente è una possibilità in più che potremo considerare nei prossimi anni, da affiancare ai campi tradizionali, per amici e ragazzi che per diversi motivi altrimenti non riuscirebbero a partire.
Devo però confessare che mi dispiace un po’ per chi può partecipare ad un weekend al posto di un campo, perché personalmente ciò che vivo è ogni volta intenso, unico e bellissimo, e anche quando sono molto stanca e penso di non farcela a fare un campo so che poi me ne pentirei. Capisco che ci sono diversi problemi di organizzazione, di ferie, familiari, ma personalmente ogni volta mi succede che anche se la fatica si fa sentire prima e durante il campo, quando ci sto ricevo sempre un’energia che mi fa stare bene e mi ricarica anche per l’anno successivo; quest’anno, con un’altra amica “veterana dei campi” guardavamo con una certa nostalgia i giovani, che per fortuna sono tanti, che tirano tardi per il semplice piacere di vivere il campo, così come abbiamo fatto anche noi a vent’anni; quando torno dal campo estivo sono sempre stanca e assonnata, ma carica e felice e allo stesso tempo un po’ triste perché è già finito e mi sarebbe piaciuto rimanere tutti insieme a condividere ogni momento per tanti altri giorni.
Valentina Calabresi
