«Spastico»: un modo improprio di indicare una persona colpita da una paralisi cerebrale

Spastico è un modo improprio per indicare una persona colpita da paralisi cerebrale: il prof. Athuis chiarisce alcune questioni in merito
«Spastico»: un modo improprio di indicare una persona colpita da una paralisi cerebrale
(foto archivio Ombre e Luci, 1990)
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 30 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Chi viene definito «spastico?»
Le persone colpite da lesioni cerebrali cicatrizzate, non evolutive.

Quali le conseguenze?
Per questi soggetti risulta un handicap definitivo che pone problemi medici, umani, educativi e sociali.

Quali sono le cause di queste lesioni?
Sono molto numerose ed è complicato parlarne in breve. Cercherò perciò di riassumerle.

  1. La maggior parte di queste infermità sono legate ad un incidente legato alla nascita: fra i fattori più importanti bisogna ricordare la prematurità, le anossie (mancanza di ossigeno), i traumi da nascita o ostetrici. Questi bambini sono spesso plurihandicappati e possono avere una deficienza intellettiva.
  2. Le infermità di origine prenatale, cioè acquisite durante la gravidanza: sono altrettanto numerose e molto spesso ancora di origine sconosciuta. Esistono cause classiche: le incidenze virali (per esempio la rosolia), parassitane (la toxo-plasmosi), le malnutrizioni, le irradiazioni, le intossicazioni o le dipendenze (certi medicinali, l’alcool, il tabacco, la droga). Ne risultano malattie dell’embrione (embriopatie) e malattie del feto (fetopatie).
  3. Le infermità acquisite nell’infanzia costituiscono un capitolo da non dimenticare: malattie come la meningite, le diarree con grave disidratazione, alcuni accidenti anestetici, le intossicazioni accidentali, le encefaliti, i tumori e traumi cranici possono lasciare dietro di sé affezioni cerebrali più o meno severe

Quali sono i tipi più importanti di infermità?
Possiamo osservare persone con le seguenti menomazioni:

  1. paralisi da un solo lato: emiplegia che dà deambulazione falcata. L'arto superiore colpito è solo un punto d’appoggio. È un handicap sociale relativamente importante.
  2. La displegia spastica di Little quando sono colpiti i due arti inferiori che sono rigidi. Imparare a camminare può richiedere molto tempo.
  3. Tetraplegia con arti rigidi: i quattro arti sono colpiti; se hanno movimenti anormali, disordinati, sono distonici atetosici. Normalmente, salvo eccezioni, sono gravi handicappati che necessitano di sedia a rotelle.
  4. I bambini che hanno un’andatura titubante, zigzagante, hanno una atassia cerebellare congenita (malformazione o sviluppo errato del cervelletto).

Che tipi di terapie esistono?
Qualsiasi terapia non permette di guarire questi bambini, ma contribuisce a migliorare la loro situazione. Solo la rieducazione permette di ottenere un riadattamento funzionale che varia per ogni bambino.

Quale educazione dare?
È la parte più importante: Quando è possibile, questi bambini devono andare a scuola come gli altri. Per quelli che non possono, è indispensabile dar loro un’educazione appropriata nelle strutture che variano caso per caso.

Qual è il loro avvenire?
È diverso per ogni bambino. Molto dipende dall’accoglienza che darà loro la società. È un problema immenso che riguarda ognuno di noi e che richiede sforzi da ognuno di noi: medici, educatori, terapisti e soprattutto genitori e famiglia...

Che fare per ottenere un avvenire migliore?
Aiutare quelli che sono attualmente handicappati, ma soprattutto lavorare per prevenire gli handicap dei bambini a venire. È una lotta cominciata 20 anni orsono, ma resta molto da fare nel campo della ricerca.

- Prof. Michael Arthuis, 1990,
tratto da Ombres et Lumière, n. 88

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