Un passo indietro nella recente storia italiana: il libro di Robbe narra le vicende relative al primo disastro ambientale italiano vissuto all’epoca della TV e le reazioni della popolazione, della società, della politica e della Chiesa rispetto alle sfide urgenti che quell’incidente mise in moto.
Riconosciamo, già allora, i meccanismi comunicativi forzati e condizionati dalla paura che anche oggi, come le false notizie in rete, sono incredibilmente capaci di alimentare sfiducia, scelte sbagliate o affrettate. La politica già sembra ben lontana da quell’ideale di responsabilità di servizio che immaginiamo debba rivestirla anche se non per tutti i rappresentanti dell’epoca. Stupisce positivamente quel che l’esperienza Seveso ha prodotto nella ricerca sugli effetti della diossina, sui laboratori e sui centri di osservazione e controllo della salute ancora attivi.
E la Chiesa? Riesce a farsi pragmaticamente vicina a chi è in difficoltà, «capace di auto-organizzarsi, di rispondere ad un bisogno e rimboccarsi le maniche, di partire dalla realtà e non da disegni ideologici o da linguaggi astratti», sottolinea Tornielli nella prefazione. Una Chiesa-corpo che sa farsi carico delle sue membra, anche quelle più deboli, quando la vita con le sue urgenze ed emergenze, chiama.
Cristina Tersigni, 2017