«Eravamo pionieri di ciò che non aveva ancora un nome. (…) Non seguimmo libri né principi ideologici. La nostra storia partì con queste vite». Non è unaa favola, un romanzo o una telenovela socialmente impegnata: è la storia vera della Comunità Parpagliona di Sesto San Giovanni che dal 1986, nella cosiddetta Stalingrado d’Italia, accoglie, accompagna e sostiene persone fragili, con disabilità e disagio mentale. Voluta dal cardinale Martini e fondata da don Virginio Colmegna, è stata una delle prime realtà che, dopo la legge Basaglia, ha permesso a donne e uomini in difficoltà di essere affiancati in percorsi di vita e di autonomia in collaborazione con la propria comunità familiare, amicale e di quartiere. Questa storia – vera, verissima – è stata ripercorsa in un dialogo a più voci tra i suoi artefici in un libro che brucia di vita. Che incarna la «pedagogia dello stare in mezzo», e che – assumendo su di sé il dolore – declina il vangelo attraverso i nomi, i volti e le vite di chi ha bussato alla porta, o alla cui porta si è andati a bussare.
I fragili - Recensione
Pionieri della de-istituzionalizzazione (Castelvecchi, 2023)
Copertina di "I fragili" di Colmegna, Casavola e Kauffmann
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