Tra i suggerimenti ricevuti dal questionario online su Ombre e Luci c’è quello di un lettore che ci chiede di far dialogare le associazioni legate al mondo della disabilità: un suggerimento prezioso che in questo numero trova una sorta di puntata zero con l’articolo di Serena Sillitto, che conosce molto da vicino le realtà di Fede e Luce e dell’Unitalsi, e che ce le racconta diverse ma interessate all’incontro nella disabilità o nonostante la malattia. Quell’incontro che nella “normalità” si cerca di evitare, che certo è diverso se vissuto da un familiare o da un’amico, che a volte è sconvolgente e rivoluzionario. «Gli incontri sono spesso sorprendenti - ci accadono, ci influenzano e ci trasformano. Così è stato per me l’incontro con la disabilità, ma anzitutto gli incontri con le persone con disabilità, che sono prima di tutto persone… mi hanno condotto negli anni sempre più al cuore dell’umano, influenzando la mia visione dell’ordine naturale e soprannaturale delle cose, le risposte sempre in maturazione alle domande: chi siamo e dove andiamo? Che tipo di società creare? C’è un Dio e, se sì, com’è?».
Ecco, l’idea che qualcosa di così faticosamente accettabile dal punto di vista umano, quale è la disabilità, possa far emergere prospettive e domande sul profondo senso dell’umano, come queste poste da Luca Badetti, mi fa scorgere almeno un po’ della luce che trapela dalla pagina del vangelo di Giovanni sul cieco nato. Se pure non riesco ancora a capire pacificamente che quel cieco era così, dice Gesù ai discepoli, perché si manifestassero le opere di Dio… non posso negare che l’incontro con la disabilità sia davvero capace di mettere in discussione la nostra visione del mondo quando ce ne lasciamo investire e interrogare, e di offrire uno sguardo, anche su noi stessi, sorprendente e trasformante. Occasione di meraviglia che Ombre e Luci non vuole sia persa per nessuno.