Cari amici di Ombre e Luci,
Sono stata abbonata ad “Ombres et Lumière" durante gli anni in cui ero catechista e mi occupavo in particolare di ragazzi molto difficili. Ora sono qui in casa di riposo nei pressi di Rouen da ormai nove anni. Io stessa ho parecchi problemi di salute e mi trovo a confrontarmi con tanti handicap. Le persone anziane quali siamo noi, ne mettono insieme veramente parecchi: gli occhi, le orecchie, la deambulazione e soprattutto la testa...
Alcuni anziani sono abbandonati non solo dalle loro famiglie, ma anche dagli altri ospiti che. evidentemente non trovano alcun interesse per loro. C'è qualcuno che non sa più nemmeno chi è e dove si trova: mi sento spinta proprio verso queste persone più infelici per dare loro quello che posso: uno sguardo di amicizia, un gesto di tenerezza, una parola amichevole.
Che emozione sentirsi dire: "Ti ringrazio perché ti sei accorta di me". Allora mi rendo conto che ho bisogno di essere aiutata per poter aiutare gli altri e mi abbono di nuovo al vostro giornale.
- V. P., 2001
(Da O. et L. nr. 133)
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