Piano piano notai che Sergio era differente

Piano piano notai che Sergio era differente
(foto archivio Ombre e Luci)
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 40 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Sono Francesca, ho 21 anni, frequento la scuola per terapisti della neuro-psicomotricità dell'età evolutiva. Mio fratello Sergio, più grande di me solo di un anno e mezzo, è handicappato mentale. Abbiamo sempre vissuto insieme giocando e divertendoci nei giorni più o meno felici dei nostri primi anni di vita.
Piccola, all'asilo, non sapevo che Sergio non fosse un bambino come gli altri.
Poi, piano piano, notai che Sergio era differente dai miei compagni della scuola, dei giochi, del giardino. Sergio non giocava al calcio, si muoveva lentamente e i suoi giochi erano più infantili, sempre gli stessi. Però era profondamente buono, mai litigioso, sempre disponibile a prestarmi la sua macchinina se la mia era rotta, a farmi sorridere quando piangevo.

Mi ha insegnato a cogliere umanamente il messaggio che la persona handicappata ti dona per l'aiuto che le dai a crescere

Mi ha insegnato a cogliere umanamente il messaggio che la persona handicappata ti dona per l'aiuto che le dai a crescere
In terza elementare scrissi in un tema: «... da grande voglio fare la dottoressa dei bambini malati». Ancora oggi il mio più grande desiderio è aiutare i bambini in difficoltà a crescere, a muoversi correttamente, a vivere. Penso che mio fratello mi abbia profondamente aiutata in questa scelta soprattutto nell'imparare a cogliere umanamente il messaggio che la persona handicappata ti dona per l'aiuto che tu le dai a crescere e fiorire nella sua vita. Ogni sia pur minimo gesto, movimento, intenzione, azione di Sergio esprime per me la sua anima ora gioiosa ora tormentata.

Oggi Sergio è cresciuto; è più alto di me e, nonostante le sue lunghe gambe che molto invidio, so che ha ancor più bisogno della mia dolcezza, delle mie tenere pazienti parole che leniscono tanti cupi e a volte ossessionanti pensieri che affiorano nella sua mente.
Io studio per giungere a fare tutto questo, bene e con esperienza, per tutti. Quanto a Sergio, so che sarà felice se saprò dargli col mio affetto la certezza che lui è per me, in ogni momento, il fratello caro e «insostituibile» dei nostri giochi di bambini.

di Francesca, 1985

Redazione

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