Persone con handicap nella parrocchia - Le risposte dei parroci

Risposte raccolte ad un'inchiesta che ha interessato, nel 1988, 41 parroci italiani sulla partecipazione delle persone con disabilità alla vita comunitaria parrocchiale
Persone con handicap nella parrocchia - Le risposte dei parroci
Foto di Xander Ashwell su Unsplash
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 30 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

A questa inchiesta sulla integrazione delle persone con handicap mentale della parrocchia, hanno risposto 58 parroci delle seguenti province:
20 di Milano; 15 di Roma; 3 di Como; 2 di Ascoli, Bari, Napoli, Parma; 1 di altre province.
8 di queste risposte provengono da parrocchie dove esiste una comunità Fede e Luce.

1. «Secondo lei, per quali motivi le p.h. hanno difficoltà ad integrarsi nella parrocchia?» (Si potevano segnare più risposte)

Difficoltà d’accesso 11, Incomprensione 13, Scarsa accoglienza 23, Paura degli altri 15 ed altri motivi.

2. «Conosce qualche persona con handicap nella sua parrocchia?» (più risposte)

Sordi 55, Non vedenti 60, Spastici 85, Handicap fisico 199, Handicap mentale 205, Malattia mentale 130.

3. «Lei, come parroco ha difficoltà ad accogliere le persone con handicap?»

Quasi tutti rispondono di non avere difficoltà. Due parlano di difficoltà di tempo e di mancanza di persone della comunità che accolgano. Difficoltà ad offrire l’aiuto adeguato e necessario.

4. «In quale manifestazioni della vita comunitaria le persone con handicap si inseriscono nella sua parrocchia?» (più risposte)

Messe 37. Movimenti 4. Gruppi 25. Scout 9. Azione cattolica 4. Catechismo 24. Chierichetti 3. Coro 5. Consiglio pastorale 

5. «Come reagiscono i parrocchiani di fronte ad una persona con handicap? Ha notato in questo campo un progresso negli ultimi anni?»

Risposte = 56
15 parroci hanno dato risposte negative: poco o nessun progresso quanto all’accoglienza. Sottolineano il senso di pietà, di compassione, di indifferenza.
41 le risposte positive: notevole progresso soprattutto da parte dei giovani (scout, azione cattolica, gruppi caritas, gruppi giovanili, cercano di accoglierli anche se con una certa esitazione e denunciando mancanza di preparazione). In generale dicono che la mentalità sembra totalmente cambiata rispetto al passato anche se rimane tanto da fare.

6. «Le è capitato di trovarsi di fronte a casi particolarmente difficili nei riguardi di genitori di figli con handicap o di persone con handicap? Può citare un esempio?»

Solo 23 parroci hanno risposto con qualche esempio.
Sintetizzando: i casi più difficili riguardano la difficoltà da parte dei genitori di accettare l’handicap o la grave minorazione del figlio; la resistenza da parte di alcuni genitori a farsi aiutare, a portare il figlio in mezzo agli altri; il rifiuto di far seguire il catechismo al figlio handicappato perché ritenuto incapace di prepararsi ai sacramenti; il senso di solitudine e di chiusura al quale certe famiglie si abbandonano...
Gli altri 33 parroci sostengono di non aver mai avuto casi difficili.

7. «Pensa che la comunità parrocchiale potrebbe essere aiutata dalla presenza delle persone con handicap?»

31 le risposte, tutte positive, che danno l’impressione che questi parroci abbiano veramente conosciuto ed accolto le persone con handicap con amore evangelico.
L’importanza della loro presenza? Molte le risposte che dicono: «fanno maturare lo spirito di solidarietà, aiutano a ridimensionare i valori della vita quotidiana»; «aiutano ad approfondire la propria fede»...

8. «Che cosa pensa del progetto di una casa-famiglia sostenuta e appoggiata dalla comunità parrocchiale?»

20 parroci trovano l’idea buona, ma mostrano perplessità ed esitazioni riguardo la sua realizzazione.
8/10 oltre a trovare buona e giusta l’idea, si mostrano favorevoli a studiarne una possibile realizzazione.
3/4 hanno già pensato in qualche modo a sostenere con altre persone questo progetto.
Pochi si dicono assolutamente contrari o non rispondono affatto. Un parroco scrive «È un dono e una grazia da chiedere!».

N.B. Ricordiamo a chi non ha «raccolto» il nostro invito, che è possibile andare a trovare, inchiesta alla mano, il parroco più vicino e inviare la risposta. Faremo, se il caso, una seconda sintesi nel mese di luglio 89.

Redazione

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