Nutrire talenti

Quel fenomeno splendidamente umano che chiamiamo arte è impossibile da racchiudere in una definizione, come d’altronde l’umano in genere...
Nutrire talenti

Quel fenomeno splendidamente umano che chiamiamo arte è impossibile da racchiudere in una definizione, come d’altronde l’umano in genere... Come ci ricordano Marta de Rino ed Eleonora Secchi in questo numero dedicato ad alcuni percorsi nell’arte, molto prima di scrivere l’uomo disegnava: riproduceva la realtà che lo circondava, sceglieva materiali con i quali e sui quali lasciare un segno, trasformava pezzi di pietra o di legno in oggetti capaci di trasmettere significati condivisi. Dedicava del tempo per nulla scontato, con nessun’altra apparente utilità pratica, in una dinamica necessaria ma libera. Tutto questo gli consentiva di conoscere sempre più il mondo e se stesso, di capire cosa fosse importante per lui. Il percorso artistico, infatti, esprime un «linguaggio primordiale, alternativo a quello verbale» in grado di sollecitare cuore, mente e anima. Lo associamo spesso solo al talento dell’artista che, con la sua opera, trasmette un messaggio personale e al tempo stesso universale, in un risultato esteticamente condiviso. Ma un percorso artistico è accessibile e consigliabile anche a chi non è dotato di un particolare talento: con o senza disabilità è vivificante occasione di stimolo alla fantasia e alla creatività; richiede non solo improvvisazione ma anche tecnica, metodo e ordine. Aiuta a conoscersi meglio, “vedendosi come dall’esterno” nell’opera creata; per tutti, nei momenti difficili – e questo periodo ci ha sollecitato discretamente – è capace di lasciare emergere vissuti faticosi da esprimere a parole. L’arte è nutrimento per chi guarda e, in una reciprocità spiazzante, chi guarda compie un atto indispensabile all’arte. Se accessibile nella condivisione del patrimonio culturale e artistico, come auspicato nel progetto «Musei per tutti», contribuisce a rinforzare l’individuo e l’appartenenza alla propria collettività. E quando l’arte si fa insieme, lascia fiorire i talenti di ciascuno promuovendo comunità libere e davvero inclusive.

Cristina Tersigni

Cristina Tersigni

Classe 1969, nel 2003 Mariangela Bertolini le chiese di collaborare per lo speciale su Fede e Luce: Cristina era nel Consiglio Nazionale dell’associazione ed era un utile tramite tra le comunità…

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