Le otto piccole storie che vi presentiamo vorrebbero portarvi un po’ di sereno dopo le molte piogge di quest’anno, dopo la catastrofe del terremoto, dopo le tante storie tristi che sempre accompagnano le nostre vite.
Sono storie personali, vere, vissute con impegno e tenacia, con coraggio, con lo sguardo fisso alla mèta. Nulla di troppo speciale; eppure, se le si leggono guardando a quel che c’è dietro, rappresentano bene come e quanto è bello arrivare in cima a una montagna.
Chi è segnato dalla nascita da una disabilità più o meno grave, si porta dietro con amarezza per anni l’idea della rinuncia. “Questo io non lo potrò mai fare! Per mio figlio, questo è impossibile! Lui non potrà mai...”
Poi ci si mette insieme, si trovano dei compagni di strada, si conosce chi ce l’ha fatta, chi ha osato ed è riuscito; chi è pronto a far uscire dal buco nero della depressione; chi dà una mano per superare la paura, il timore.
Si comincia così a pensare a un sogno, a qualcosa che sembra impossibile; a quel “io vorrei tanto...” che non si osa nemmeno dire per paura di venir tacitati da quel tremendo “ma sei pazzo, ma cosa ti viene in mente!”
Passo dopo passo, come si fa sempre nel cammino delle cose difficili da superare, si fanno dei piani, ci si organizza, si sorride guardando quel punto che sembra lontano ma che ormai vogliamo raggiungere.
Leggete con curiosità e partecipazione le piccole storie di Fatima, di Giulia, di Cristina, di André, di Cerrie, di Dimitri, dei pellegrini romani, e vi auguro di venir contagiati dal loro coraggio insieme a quello dei loro amici per provare, questa estate, a mettervi in cammino verso un punto lontano che sembra irraggiungibile ma che non lo è.
Mariangela Bertolini, 2009