Ha al centro la disabilità, l’ultimo romanzo tradotto in italiano della neo vincitrice del premio Nobel per la letteratura 2024: L’ora di greco della sudcoreana Han Kang racconta infatti il legame che, attorno alla lingua di Atena, viene a crearsi tra una donna muta e un uomo non-vedente. Siamo a Seoul: lei ha perso la parola per un trauma, lui – rientrato in patria dopo essere emigrato in Germania da ragazzo – sta scivolando nella cecità a causa di una malattia. Caldo e solitudine sono atroci in città («Cammina per non dover ossessivamente raccogliere e ricomporre i cocci dei ricordi nel niente dell’alba»), ma una brezza di vita può essere ritrovata. A patto, però, di cercarla insieme, ci sussurra Han Kang, confermando la sua prosa attenta, lenta. Quasi lirica.
L'ora di greco | Recensione
Il legame tra una donna muta e un uomo cieco in una prosa quasi lirica. Han Kang, Nobel 2024 per la letteratura (Adelphi, 2023)
Copertina "L'ora di greco", Adelphi, 2023
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