A volte mi capita di sentirmi insicura. Non è una scelta né un atteggiamento voluto: è una traccia che porto con me per ciò che ho vissuto — il divorzio dei miei quando ero in terza media, le prese in giro a scuola e altre esperienze che hanno lasciato segni profondi. Ma nonostante questo, non agisco mai con l’intenzione di apparire fragile o di attirare attenzione.
1. Quando sono a casa da sola e il cibo sta finendo, mi sento come se fossi sotto esame e temo quasi di essere sgridata — anche se non è mai accaduto. È una sensazione breve: faccio qualche piccola spesa e ritrovo subito ordine e autonomia.
2. A lezione di canto, individuale o in coro, alla John Coltrane Music School, quando sbaglio un esercizio temo che gli insegnanti possano irritarsi. Per questo mi porto avanti con i compiti per arrivare preparata — più che insicurezza, è il mio modo di essere scrupolosa.
3. Al mare preferisco i costumi interi ai bikini per praticità, ma a volte mi sento fuori posto per vecchi commenti inopportuni. Dopo la scomparsa di mia madre questa scelta è diventata più difficile, perché per me “mettermi in costume” significa espormi più di quanto vorrei. Per fortuna i miei amici rispettano questa preferenza, che per me è soprattutto una questione di comodità.
Spesso questa sensazione di impotenza, unita alla paura di sbagliare “perché altrimenti gli altri si arrabbiano”, mi rende più nervosa e meno propensa a vedere persone, complice anche la stanchezza accumulata durante la settimana. Tra il lavoro e i miei numerosi impegni extralavorativi, capita che i weekend non mi permettano di incontrare i miei amici di Fede e Luce. Fortunatamente, avendo anche loro i propri impegni, comprendono sinceramente la situazione.
Anch’io, nel mio piccolo, sto lavorando — magari a modo mio — sulle mie insicurezze, fino a non lasciarmi più definire da esse, tuttavia, per rafforzare ulteriormente la mia autostima, l’unica cosa che dovrei imparare è dire “no” quando qualcosa non mi va, soprattutto con alcuni amici particolarmente insistenti.