Attualità di un centenario

L'impresa storica di Franco Basaglia: smettere di tenere “i matti” separati e lontani dalla vista dei “sani”...
Attualità di un centenario
Franco Basaglia (Archivio Ombre e Luci)

«Il mio 25 aprile, la mia liberazione, è il 13 maggio. Quel giorno, nel 1978, fu approvata la legge 180. Basaglia è il mio liberatore». Il trentasettenne Niccolò Scarnato è sul palco del festival Aut Art al Teatro degli Eroi di Roma con le braccia legate da una camicia di forza, quella che immagina lo avrebbe contenuto se fosse nato decenni fa, considerato il suo autismo. Nel film E tu Slegalo, realizzato per ricordare Franco Basaglia e la sua impresa rivoluzionaria che presentiamo nel focus (in occasione del centenario dalla nascita del medico veneziano), un’infermiera mostra le piccole camicie utilizzate per contenere quei cosiddetti bambini irrequieti»: Niccolò, e tanti altri in sala come lui, avrebbero davvero potuto essere quei bimbi. Il festival, promosso dall’associazione Siamo delfini di cui ci scrive Monica Leggeri, ha come scopo raccontare e raccontarsi, per conoscere l’autismo. Conoscere… Scarnato continua il suo monologo raccontando come sia ancora prigioniero di tanti pregiudizi su chi come lui vive nella condizione autistica ed evoca lo spettro di nuove contenzioni e separazioni.

Per questo «se anche dalle pagine di questa rivista dedicata a fragilità e disabilità – scrive Giulia Galeotti – abbiamo deciso di parlare di Franco Basaglia, è perché il medico italiano è riuscito in un’impresa veramente storica: smettere di tenere “i matti” – categoria eterogenea per definizione, per stereotipo e per ignoranza – separati e lontani dalla vista dei “sani”». Un’impresa che parla di riconoscimento, partecipazione e appartenenza. Di cambiamento di sguardo. Dimensioni che devono continuare a rimanere al centro dell’interesse di Ombre e Luci se, come scrive Laura Coccia, ancora di fronte alla sua spasticità (come pure all’autismo di Scarnato) «lo sguardo della gente ti segue e ti insegue, non per la tua bellezza, ma come segno tangibile di domande inespresse perché la società non è pronta a farsi domande, tantomeno dare risposte».

Cristina Tersigni

Cristina Tersigni

Classe 1969, nel 2003 Mariangela Bertolini le chiese di collaborare per lo speciale su Fede e Luce: Cristina era nel Consiglio Nazionale dell’associazione ed era un utile tramite tra le comunità…

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In totale 349 autori hanno collaborato con Ombre e Luci.

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