La Norma Traviata: "un musical delirante" - Recensione

Il 25 marzo 2002 si è tenuto a Milano al Teatro Smeraldo l’evento teatrale interamente allestito, recitato, cantato e ballata da portatori di disagio psichico, psicofisico e sociale
La Norma Traviata: "un musical delirante" - Recensione
Foto di Kate Trysh su Unsplash
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La sera del 25 marzo si è tenuto a Milano al Teatro Smeraldo l’evento teatrale La Norma Traviata, “un musical delirante”, interamente allestito, recitato, cantato e ballata da portatori di disagio psichico, psicofisico e sociale.

Si racconta la vicenda di una Milano post-atomica in cui un pubblico “perbene” tenta invano di assistere a una replica di Norma in un Teatro alla Scala bombardato; i “permale” contestano, escono dai rifugi, avanzano verso il palcoscenico dalla platea ostentando i segni della loro sofferenza, con bendaggi e abiti laceri: tra loro c’è qualcuno con ali da angelo.

C’è uno scontro sociale e musicale che gradualmente si compone e infine si libererà in danze e ritmi splendidamente contaminati: Casta Diva si incrocia con il brindisi di Traviata, Parigi si scopre amara e le Norme devono tremare per il ritorno delle Traviate.
Melodie d’opera, rock e ballabili convivono in abili e riuscite composizioni musicali.

Inni all'amore

La regia è attenta ed efficace. 99 persone sono infine presenti sul palco; riescono a comunicarci le loro idee sul mondo e sulla loro condizione di vita con parole talvolta bizzarre e anche desolate, che poi si compongono in esaltanti inni all’amore, che “va e va” per il mondo nei modi meno prevedibili.
Noi spettatori, in una sala gremita, abbiamo vissuto una esperienza travolgente: evviva la musica, la danza, l’espressività di chiunque e di ciascuno di noi. Alla fine tutti avremmo desiderato essere sul palcoscenico e forse c’eravamo, altrimenti non saremmo usciti con un senso di pienezza, di vero divertimento e di fratellanza per aver vissuto coralmente tanta gioia.

Il maestro Denis Gaita, psichiatra e compositore, esprime con ogni gesto grande forza partecipativa, vicinanza affettiva ai suoi “teatranti” e fiducia nella validità del lavoro comune.
La stessa intensità di coinvolgimento si sente nelle parole della Coordinatrice della Stravaganza, organizzazione musico-terapica di volontariato, che da più di un decennio realizza eventi teatrali.

- Antonella Bulgheroni, 2002

Antonella Bulgheroni

Antonella Bulgheroni

Autore di articoli pubblicati su Ombre e Luci.

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