Danzare... oh... oh...ohoo...

Ballare ci piace. Alcuni sono timidi, seri, a volte un po’ complessati e pensano di non amare la danza; ma si tratta di scoprire, far venire a galla questo antico desiderio.
Danzare... oh... oh...ohoo...
Foto di Niko N. su Unsplash
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 20 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Danzare ci piace. Alcuni sono timidi, seri, a volte un po’ complessati e pensano di non amare la danza; ma si tratta di scoprire, far venire a galla questo antico desiderio. E bello muoversi, ondeggiare, saltellare, scivolare, trattenersi e lasciarsi andare al fascino della musica, al suono, al ritmo, alla melodia...

Ed è bello soprattutto ballare insieme agli altri quando, al piacere del movimento, si aggiunge quello della vicinanza, dello scambio di gesti, sguardi, contatti che ci fanno sentire più amici.

Allora, perché non ballare di più?

In genere anche a chi ha problemi di movimento, disagi nell’animo, disturbi del pensiero, anche a loro piace ballare. Si tratta di allettarli con una musica appropriata, un po’di preparazione, un desiderio che affiori negli occhi e nel sorriso, un desiderio legato alla costanza e alla pazienza.

Perché non bisogna accontentarsi, io credo, del minimo: mettere un disco, fare un po’ di spazio... e vial Anche questo può essere divertente e a volte, negli incontri, può servire a riempire qualche tempo morto, ma in queste situazioni si lanciano solo i disinibiti, gli «esperti»... e molti ne restano fuori.

Perché non dare a qualcuno il compito di predisporre tutto quello che serve: il momento adatto, la musica e infine le forme semplicissime del movimento.

Queste vanno pensate perché siano proprio adatte alla nostra situazione. Credo si debba partire da schemi molto semplici: due file schierate una di fronte all’altra; il girotondo, la fila semplice e doppia che si ^ snoda, le figure a due... (Sono s'icura che molte persone hanno già delle idee sperimentate che sarebbe bello scambiare anche sulle e-mail o sul giornalino).

Ma quel che è più importante è la musica: il ritmo ad esempio deve essere bene accentuato ma assolutamente non troppo rapido. Per le file di fronte andrà bene la musica della quadriglia, per il girotondo il folk, per le file le marcette e così via. E infine qualche bel fiore vero o di carta, da infilarsi tra i capelli o nel maglione - perché anche un segno esterno metta allegria e dica, nel linguaggio dei fiori: la vita è bella!

- Lucia Bertolini, 2002

Lucia Bertolini

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