Il figlio terminale - Recensione

Giuseppe Noia, Ed. Nova Millenium Romae, 2007
Il figlio terminale - Recensione
Il figlio terminale - Recensione - Ombre e Luci n.98, 2007
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 10 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

Dalla Prefazione: “quanto sarei felice se queste pagine entrassero in tante case e diventassero uno specchio di verità...”.

“Questo libro vuole essere il faro nella tempesta...”

Dalla Conclusione:

“La diagnosi prenatale di condizioni incompatibili con la vita, ci apre sempre di più al grande dilemma di come usare la conoscenza scientifica, ma spesso non ci prepara all'accoglienza della disabilità e anche alla sofferenza che l’accompagna... Essa propone il termine di “feto terminale”, cioè una medicina senza speranza. Che cos'è la terminalità? Siamo veramente nati per “terminare” o, come dice Hannah Arendt: “Gli esseri umani, sebbene debbano morire, non sono nati per morire, ma per ricominciare”?

Sì pensiamo proprio che siamo nati per ricominciare e questo libro vuole esserne una dimostrazione.

Redazione

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