I miei genitori avevano ragione

Maria Agnese, la prima di cinque fratelli e sorelle, ha 36 anni. È down. Da 11 anni vive in una casa famiglia e lavora in una casa di riposo per persone anziane dove si occupa di fare le commissioni e delle fotografie.
I miei genitori avevano ragione
Foto di James Trenda su Unsplash
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 20 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

I miei fratelli e sorelle un poco alla volta hanno lasciato la casa. La mamma mi ha detto che anch’io dovevo diventare autonoma. Ero un po’ triste di lasciare la famiglia. Una volta andata ero contenta, ma rimpiangevo i miei. Vivo nella comunità alloggio dal lunedì al venerdì. Passo a casa i fine settimana vicina ai miei genitori (vivo in due stanze sopra la loro abitazione), ma a volte anche nella mia comunità.

La mia prima famiglia, sono i miei genitori.
La mia seconda famiglia, sono gli amici della casa famiglia.
La mia terza famiglia, è Fede e Luce.

Come vedo l’avvenire?
Non ci penso. Non posso sposarmi a causa del mio handicap e delle medicine. È difficile che con il mio handicap io possa occuparmi dei figli. Preferisco essere zia. Ho due figliocce. La casa famiglia sarà casa mia. La mamma mi ha detto che, dopo la sua morte, mio fratello Umberto si occuperà dei miei documenti.

I miei genitori mi parleranno nel cuore quando non saranno più qui.

- Maria Agnese, 2002
(O. et L. n. 137)

Redazione

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