I deboli di pace

I deboli non chiamano forse i forti a divenire più umani, a trasformare la loro sete di potere e di riuscita orientandola verso la relazione, l’ascolto e la compassione?
I deboli di pace
(foto archivio Ombre e Luci)
Contenuto d'archivio: questo articolo è stato pubblicato più di 20 anni fa. Il linguaggio e i contenuti riflettono le sensibilità dell'epoca.

I deboli non chiamano forse i forti a divenire più umani, a trasformare la loro sete di potere e di riuscita orientandola verso la relazione, l’ascolto e la compassione?
II cammino della pace si apre quando mettiamo le nostre competenze al servizio della saggezza, della bontà e della riconciliazione.

Per i discepoli di Gesù, le persone più deboli non portano solo equilibrio fra i bisogni di potere e i desideri del cuore, fra forza e debolezza, ma rivelano anche il piano di Dio: rivelano il viso di Dio.

Dio non guarda né la potenza, né la testa, né le nostre capacità e le nostre competenze, ma il cuore. Il cuore è al cuore della Chiesa perché Dio è cuore.
Come può un cristiano, che ama il corpo di Gesù - il suo corpo risuscitato e il suo corpo mistico che è la Chiesa - dimenticare i più deboli che gridano per una presenza, una relazione e un’amicizia?

In mezzo ai forti e ai competenti, i più deboli sono la presenza di Gesù. Ci chiedono di lasciar cadere le nostre teorie, le nostre ideologie, le nostre teste, per aprire i nostri cuori alla bontà e alla compassione.

I deboli chiamano i cristiani a creare comunità con loro, perché da soli non possono farcela. La debolezza è un grido: “Ho bisogno di te”. Questo grido è il fondamento di ogni relazione con Dio.

- Jean Vanier, 2003

Jean Vanier

Jean Vanier

Dottore in filosofia, scrittore, leader morale e spirituale e fondatore di due importanti organizzazioni internazionali basate sulla comunità, "L'Arca" e "Fede e Luce", dedicate alle persone con…

Leggi di più →

In totale 349 autori hanno collaborato con Ombre e Luci.

Lascia un commento

Il tuo commento sarà pubblicato dopo approvazione della redazione. L'email non verrà pubblicata.

← Torna al Magazine