Hello Harry! Hi Benny! - Recensione

Gabriella La Rovere, Ed. mursia, 2017— 219 pagine
Hello Harry! Hi Benny! - Recensione
Copertina "Hello Harry! Hello Benny"

Una ragazza autistica, Benedetta, affetta da sclerosi tuberosa, schizofrenia ed epilessia, un’adolescenza da affrontare. La passione per la saga di Herry Potter, suo amico immaginario e suo alter ego. Il libro è un susseguirsi di mail tra mamma e figlia, la madre, autrice del libro, ha l’idea di aprire una casella di posta elettronica e di scrivere a Benedetta sotto le spoglie del famoso mago, comincia così un lungo e fitto epistolario.

La madre, attraverso questa ingegnosa idea, sperimenta un vero metodo educativo alternativo, che tiene conto degli aspetti emotivi, affettivi, relazionali e pedagogici; accetta e riconosce la patologia della figlia, ma è soprattutto consapevole di avere davanti a sé una figlia adolescente alla ricerca di una sua identità, impegnata nel cercare di risolvere piccoli e grandi problemi della crescita e della sua quotidianità come la cura della persona, la propria affettività nonché la gestione delle proprie patologie.

Come tutti gli adolescenti, per Benedetta è più facile accettare consigli e rassicurazioni dall’amico Harry piuttosto che dalla mamma, la quale riesce così a farle affrontare prove, a rassicurarla nei suoi timori, ad ampliare i suoi interessi e a darle maggiore fiducia in se stessa.
Il libro è molto interessante e vale veramente la pena leggerlo non solo per gli utili ed interessanti suggerimenti pedagogici, ma anche per cercare di dare risposta a qualche inevitabile domanda circa una relazione educativa comunque basata su un piccolo raggiro e inoltre: come e fino a quando andare avanti?

Elisabetta Aglianò, 2017

Elisabetta Aglianò

Elisabetta Aglianò

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